Gnutti sarà sentito prima di Natale

da Milano

Telecom-Bell, atto secondo: Emilio Gnutti, il finanziere bresciano protagonista, tra l’altro, della prima scalata all’ex monopolista telefonico, dovrebbe essere sentito dai magistrati di Milano prima di Natale. La decisione degli inquirenti fa seguito alla riapertura dell’inchiesta su una presunta maxi evasione da 680 milioni, che nelle ipotesi dei pm, Maria Letizia Mennella e Carlo Nocerino, sarebbe da addebitare a Gnutti e agli altri soci della finanziaria lussemburghese. Più o meno un anno fa i due procuratori avevano chiesto per il procedimento l’archiviazione. Poche settimane fa il ripensamento, con la richiesta di revoca del provvedimento rivolta all’Ufficio delle indagini preliminari. In pratica ora i pm, alla luce di nuove prove emerse, si sentirebbero in grado di dimostrare che Bell era lussemburghese solo formalmente e che i profitti della scalata furono illecitamente sottratti al fisco italiano. Intanto la procura milanese ha dissequestrato la prima tranche dei fondi necessari a far fronte al concordato fallimentare di Magiste international, la società capofila di Stefano Ricucci. Secondo quanto riferito dall’agenzia Radiocor, si tratterebbe di 4 milioni, una parte dei frutti della vendita delle azioni Antonveneta acquistate da Magiste. In tutto la somma sotto sequestro dai magistrati milanesi era di 71,2 milioni.