Con la Goggi belle canzoni e tanta ironia

da Milano

Di confessioni sussurrate a mezza bocca alla platea con l'aria sorniona di riservare allo spettatore una confidenza che lui solo ha diritto di ricevere sono pieni gli annali della commedia brillante. Ma ora, senza rifarci alla cara ombra di quella primadonna che, ai suoi bei dì, costrinse con grazia Garinei e Giovannini a fabbricarle su misura un «Delia Scala Show» rutilante di lustrini e pieno zeppo di nostalgia, è arrivata Loretta Goggi a insegnarcelo con la verve che, in lei, è una seconda natura. Consapevole di aver ritardato per una noiosa influenza l'appuntamento milanese coi suoi numerosissimi ammiratori, l'attrice per la sua nuova fatica ha deciso di ispirarsi persino a quel minimo episodio per scherzare amabilmente con chi, rimpiangendola, temeva gli venisse sottratto quel sontuoso boccone natalizio rappresentato dalla sua bionda risata. Si comincia a luci spente con una musichetta di sottofondo subito interrotta da un repentino ritorno dell'elettricità, con la diva che, fingendo un ritardo, apostrofa una signora della prima fila chiedendole di dare un'occhiata ai surgelati che divorerà dopo lo spettacolo per cacciare la grippe.
Subito dopo ecco Loretta arrampicarsi sul palco in sparato bianco alla Carol Channing e cominciare quel dialogo speciale di cui lei sola conosce la chiave. Butta là con disinvoltura una constatazione di femminismo igienico («noi donne ci laviamo più dei signori uomini»), confessa il rimpianto di non aver avuto figli, spiega come mai non abbia sposato Gianni Brezza, l'uomo della sua vita nonché regista di questo Se stasera sono qui ma dichiara che continuerà a chiamarlo marito perché la parola compagno le evoca un vocabolo del sinistrese. E poi si fa da sé le domande previste provocandoci con le gag esilaranti che ha scelto come risposta. Perché non torno in Tv? mormora saggiando il terreno. Ed ecco la spiegazione. Dall'alto cala uno schermo formato televisore a cristalli liquidi da cui emerge truccata da alto dirigente della Rai. A cui questa impertinente monella, dopo averlo lisciato come si conviene, ricorda che tanto tempo fa è stata protagonista della Freccia nera. Il che - ed è una buonissima ragione - le impedisce ora di accettare l'incredibile proposta del mezzo busto che vorrebbe confinarla nel ruolo della nonna di Sandokan. Ma poi si riprende evocando da laureata dello show business i titoli famosi che l'hanno vista protagonista negli studi di via Teulada come sul palco. Cita una carrellata di nomi, canta per la nostra gioia le canzoni galeotte che han fatto da cassa di risonanza ai nostri flirt di qualche tempo fa e infine ci sbalordisce con acuti possenti invitandoci a gareggiare con lei in questo bagno di eterna giovinezza.

SE STASERA SONO QUI di Cassini & Goggi Regia di Gianni Brezza, con Loretta Goggi. Milano, Teatro di via Manzoni, fino al 7 gennaio