La gogna dei tabloid per i clienti delle lucciole inglesi

Il governo Blair dichiara tolleranza zero contro la prostituzione in strada: ritiro della patente e nome pubblicato sui giornali

Lorenzo Amuso

da Londra

Tolleranza zero contro la prostituzione: lucciole allontanate dai marciapiedi, chiusura delle case d'appuntamento, dileggio pubblico - e patente ritirata - per i clienti. Questo l'inasprimento legislativo promesso dal governo britannico che ha annunciato maggiore fermezza e severità contro il mercato del sesso. Accantonata l'idea di predisporre quartieri a luci rosse, all'approccio tollerante e permissivo condiviso con l'ex ministero degli Interni David Blunkett, ora Tony Blair sembra preferire l'inflessibilità proibizionista. Una sterzata netta che va ad iscriversi in un nuovo pacchetto di leggi contro i «comportamenti antisociali» di prossima approvazione, destinato a scatenare un forte dibattito all'interno della sinistra britannica.
L'intento del Premier è evidente quanto esplicito, la riaffermazione della centralità del rispetto della legge. Così - spiega il sottosegretario agli Interni Fiona Mactaggart - prima ancora che riformare radicalmente la legge sulla prostituzione, sarà importante fare applicare le norme attuali, sgombrando il campo da rischiosi equivoci. «Non sono affatto d'accordo con chi ritiene la prostituzione il mestiere più antico del mondo contro il quale non si possa fare nulla - ha dichiarato la Mactaggart -. Il mercato del sesso danneggia le comunità. Adotteremo un approccio inflessibile. Gli uomini che scelgono di andare con le prostitute sostengono indirettamente gli spacciatori e i criminali». Tra le prime misure punitive sollecitate dal sottosegretario, il ritiro della patente di guida per i clienti delle lucciole da strada. Una pena già prevista dal precedente ordinamento, risalente a 50 anni fa, alla quale le forze dell'ordine saranno invitati a ricorrere sempre più di frequente. Per i recidivi la novità è rappresentata dall'onta di veder pubblicate le proprie generalità sui quotidiani locali e sui tabloid in una sorta di lista della vergogna.
Prostituirsi non è reato nel Regno Unito, ma lo è lo sfruttamento della prostituzione. Così presto potrebbero essere perseguiti per stupro anche gli uomini che pagano per avere rapporti sessuali con donne costrette alla prostituzione. Un nuovo approccio nella lotta al sesso a pagamento, che nell'ultimo decennio ha fatto registrare un sensibile aumento, come conferma un recente studio dell'Imperial College di Londra condotto su un campione di 11.000 adulti. Se negli anni '90, il 5,6% degli uomini aveva ammesso di aver avuto rapporti sessuali con prostitute, la percentuale è pressoché raddoppiata dieci anni più tardi (9%). «Il tasso di divorzi è cresciuto, e ciò può spiegare, almeno in parte, l'aumento della domanda per il sesso mercenario», sostengono i ricercatori del sondaggio, da cui emerge l'identikit del cliente medio: residente a Londra, di età compresa tra 25 e 34 anni, mai sposati o divorziati.
Si calcola che siano circa 80.000 le persone coinvolte nel mercato del sesso, e che il 95% di chi batte i marciapiedi faccia uso di crack o di eroina. Al pari della prostituzione, sono aumentate in Gran Bretagna anche le malattie sessualmente trasmissibili: tra il 1997 e il 2002 i casi di chlamydia sono cresciuti del 103%, quelli di gonorrea del 97%, oltre ad un incremento dei contagi da virus Hiv dell'Aids. Duplice il compito che attende la polizia: da una parte incoraggiare la creazione di «centri sicuri» di assistenza - sanitaria e non - per offrire un'alternativa alle lucciole, dall'altra massimo impegno nella chiusura dei bordelli mascherati da saune o centri massaggi. Uno sforzo a 360 gradi per riportare «sotto i riflettori» l'emergenza prostituzione, come ha invocato la Mactaggart, ricordando come il numero di donne arrestate per adescamento sia crollato da 3.323 (1993) a 732 nel 2000.