Il gol fa vibrare i polsi dell’arbitro

Il congegno brevettato da un italiano è stato sperimentato ieri, all’insaputa dei giocatori, in una amichevole a San Benedetto del Tronto

La Nike brucia tutti e sperimenta il pallone elettronico che cancellerà nel futuro i gol fantasma. La «prima volta» si è registrata ieri sera ad Acquasanta Terme, una cittadina vicina a San Benedetto del Tronto, in un’amichevole tra i dilettanti locali (vittoriosi 4-3) e il Porto d’Ascoli. Un esperimento tenuto rigorosamente segreto, neppure i giocatori sapevano quello che stava succedendo, anche se qualcuno si era insospettito vedendo dei pannelli elettronici sopra le porte. «La prova è pienamente riuscita», afferma Gabriele Cruciani, l’inventore del pallone elettronico dotato di sensori brevettato nel 1996, progetto che la Fifa ha ripreso, scatenando la legittima reazione giudiziaria dell’inventore marchigiano.
L’esperimento, che anticipa quello che Fifa e Adidas faranno in settembre in Perù nei mondiali under 17, è stato seguito da due responsabili della Nike, appositamente arrivati dagli Usa: Richard Avis e Sam Fisher. Dopo le prove di mercoledì in laboratorio, una serie di test tecnici con simulazioni di azioni e con il pallone oscillante sulla fatidica linea di porta, la prova generale ha ottenuto pieno successo. Il braccialetto posto sul polso dell’arbitro ha vibrato quando il pallone è entrato in porta: nessun segnale acustico né luminoso, ma esclusivamente la trasmissione di onde elettromagnetiche che dai microchip nel pallone passavano ai sensori e alle antenne posizionate sopra le porte, fino a raggiungere il polso dell’arbitro. Un sistema che costa 55.000 euro e che la Nike intende lanciare nel mondo, mentre più costoso sembra essere quello proposto dall’Adidas (i bene informati parlano di 400.000 ). Ma il nocciolo della questione, in questa sfida tra le due maggiori ditte di abbigliamento sportivo, è il brevetto che Cruciani difende con le unghie e con i denti. «La Fifa non può realizzarlo senza il mio permesso», afferma. E la guerra intanto continua.