Tra Goldman e Pirelli l’ipotesi spartizione di Tecla e Berenice

da Milano

Se una battaglia di Borsa di questo tipo si vedesse più spesso, i piccoli risparmiatori italiani vivrebbero in un altro mondo. Per ora, invece, hanno diritto a una «second life» finanziaria solo i fortunati sottoscrittori delle quote di due fondi immobiliari quotati in Piazza Affari: Berenice e Tecla.
Ieri, per la terza volta in quattro giorni, è arrivato un altro rilancio: Goldman Sachs e Caltagirone hanno portato a 725 euro per quota l’offerta su Berenice, e a 680 euro quella per Tecla. Una contro-contro-contro-Opa che riconosce a Berenice un premio dell’11,5%, e a Tecla uno dello 0,3% sull’ultimo rilancio, annunciato mercoledì sera, dai concorrenti: Pirelli Re e Morgan Stanley, che avevano offerto rispettivamente 685 e 678 euro. E lo avevano fatto per contrastare la Contro-Opa di lunedì, nella quale Goldman e Caltagirone erano arrivati a 650 euro per ognuno dei due fondi. Mentre il tutto era partito l’8 giugno scorso, con l’Opa di Pirelli e Morgan a 540 e 590 euro. Rispetto a quell’offerta i prezzi di ieri riconoscono un premio del 34% agli immobili di Berenice, e del 15% a quelli di Tecla. E, per la prima volta nella storia del complesso mercato immobiliare, si tratta di offerte a «premio» e non a «sconto» sul «nav». In altre parole, Goldman Sachs è disposta a pagare il portafoglio immobiliare dei due fondi più del loro valore di mercato, opportunamente e periodicamente calcolato da un esperto indipendente. Il che vale soprattutto per Berenice, la cui offerta è del 6% più alta del suo «nav».
Tre le questioni che rimangono aperte. La prima riguarda di nuovo Pirelli Re: rilancerà ancora? Ieri il dg di Pirelli e consigliere di Pirelli Re, Claudio De Conto, ha detto che «valuterà il da farsi». Va considerato che Pirelli Re affronterà la sfida a debito, e che ieri il titolo ha chiuso in forte calo (3,9%) a 44,6 euro.
La seconda questione è legata a un possibile esito alternativo della vicenda: come si nota dall’ultimo rilancio di Goldman, e come confermano fonti finanziarie, lo spazio per Tecla sembra esaurito. Il che potrebbe anche essere un messaggio cifrato a Pirelli: con un nuovo rilancio si aggiudicherebbero Tecla. Mentre per Berenice la coppia Goldman-Caltagirone sembra essere ben più combattiva. La differenza sta nel portafoglio immobiliare (ricco di centrali e uffici Telecom), che a valori di mercato è molto simile.
Terzo e ultimo punto: il mercato. Secondo gli esperti di Axia non conviene comunque aderire alle offerte in campo. Per Axia, sulla base dei rendimenti attesi attualizzati (Berenice scade nel 2012, Tecla l’anno prima), i due fondi valgono rispettivamente 861 e 818 euro per quota.