Golfista cieca va in buca da 130 metri

Sheila Drummond, non vedente da 25 anni a causa del diabete: "Sono la prima donna a riuscirci"

Un tiro a occhi chiusi da 144 yards (131 metri) diretto in buca. Chiamatelo pure colpo di fortuna, ma sicuramente meritato da Sheila Drummond, americana di 53 anni, che nel 1982 ha perso la vista a causa del diabete.

Sheila non si è scoraggiata, aveva la passione di giocare a golf con il marito Keith e ha continuato a farlo. Prima erano uno contro l’altra sul green, ora lavorano in coppia. Lui le indica dove indirizzare la pallina e suggerisce il dosaggio della potenza, lei ci mette il tocco magico. E davvero il tocco di Sheila è stato magico al «Mahoning Valley Country Club» di Lehington, in Pennsylvania. Quarta buca, primo colpo a disposizione della Drummond. Lei si posiziona, colpisce la pallina e la scaglia in cielo. Il marito e un’avversaria alzano lo sguardo per seguire la traiettoria. La pallina scende, tocca l’erba del green e finisce in buca. Sheila ancora non lo sa. Glielo racconta la sua avversaria, quasi in presa diretta. «Ho sentito lei dire “wow, che colpo”, e poi aggiungere “la palla è nel green... no, si muove ancora... è... è buca!”. Mio marito, insieme ad altri golfisti amatoriali, è andato subito a controllare e poi ha confermato».

Sheila, che è membro del consiglio d’amministrazione dell’Associazione dei golfisti non vedenti, è convinta di essere la prima donna affetta da cecità totale a mettere a segno un tale exploit sportivo. «Abbiamo controllato nei nostri registri: non è mai accaduto nulla di simile su di un campo da golf. Ce l’avevano fatta in passato solo degli uomini, io sono la prima donna ad aver piazzato il cosiddetto “hole-in one”».