Golfo di Napoli, collisione tra due navi: il timoniere della nave positivo ai test antidroga

Era sotto l'effetto degli stupefacenti il marinaio che ha causato ieri la collisione tra il mercantile Jolly Grigio e il piccolo peschereccio Giovanni Padre. Gli inquirenti hanno eseguito due arresti. Continua la ricerca dei dispersi

Napoli - Proseguono gli accertamenti sull'incidente marittimo che ha coinvolto nella giornata di ieri il porta-container Jolly Grigio e il peschereggio Giovanni Padre, al largo delle coste di Ischia. Gli inquirenti hanno eseguito oggi due arresti connessi all'indagine. Intanto continuano le ricerche dei due marinai del piccolo peschereccio, dispersi in mare da ieri.

Due arrestati Sono due gli arresti eseguiti dalla capitaneria di porto nei confronti dei marinai del mercantile. A essere fermati Maurizio Santoro, timoniere 47enne e Mirko Serinelli, il terzo ufficiale della nave. I due marinai sono accusati di omicidio colposo plurimo e naufragio colposo. Santoro in particolare sarebbe anche stato trovato positivo ai test anti droga eseguiti dagli inquirenti. Sarebbero stati proprio gli effetti degli stupefacenti a causare l'incidente che ha coinvolto il piccolo peschereccio, ma non si escludono ancora responsabilità legate a una manovra errata da parte di una delle due navi o al mancato rispetto delle norme di sicurezza.

I dispersi Intanto continuano le ricerche di Alfonso e Vincenzo Guida, i due marinai della Giovanni Padre dispersi in mare. Il relitto della nave si troverebbe sommerso a circa 400 metri di profondità e, nonostante non si escluda di trovare i due uomini ancora vivi, le speranze si affievoliscono. Rassegnati i parenti dei due marinai, che hanno chiesto alle autorità di recuperare il relitto, nel quale potrebbero trovarsi i due corpi, nonostante la difficoltà notevole dell'operazione. In segno di solidarietà il comune di Ercolano ha annullato le festività legate all'Assunta.