Golpe in Madagascar: il presidente si è dimesso

L’esercito si schiera col leader
dell’opposizione e ha fatto irruzione nel palazzo presidenziale nel cuore della
città. Otto ministri lasciano l'incarico. Alla fine anche Ravalomanana se ne va: potere ai militari

Antananarivo - Il presidente del Madagascar, Marc Ravalomanana, si è dimesso e ha ceduto i poteri ai militari golpisti fedeli al leader dell’opposizione, Andry Rajoelina. La notizia è stata data da fonti diplomatiche e confermata con un sms da un collaboratore di Ravalomanana. L’ammiraglio Hyppolite Ramaroson è il nuovo capo di stato del Madagascar. Lo ha detto il portavoce dell’ex presidente. La crisi politica ha già provocato almeno 135 morti, il turismo da 390 milioni di dollari all’anno nel paese sta affondando e gli investitori stranieri nei settori minerario e petrolifero stanno guardando con preoccupazione alla situazione.

Cessione dei poteri Secondo le fonti il presidente ha firmato un’ordinanza che trasferisce i suoi poteri e quelli del primo ministro a un non meglio specificato direttorio militare. Il consolato francese ha invitato i propri connazionali residenti ad Antananarivo a rimanere nelle loro abitazioni dopo il tramonto, avvertendo del rischio di manifestazioni anche violente. Poco prima il leader dell’opposizione malgascia Andy Rajoelina aveva ringraziato l’esercito per aver occupato ieri sera gli uffici della presidenza ad Antananarivo, nel corso di una manifestazione organizzata oggi nel centro della capitale e alla quale hanno partecipato migliaia di persone; Rajoelina ha poi fatto il suo ingresso negli uffici della presidenza, accompagnato da numerosi militari.

Presidente sotto scorta Ravalomanana si trova nel palazzo presidenziale di Ivaloha, a una decina di chilometri da Antananarivo, protetto dalla guardia presidenziale rimasta fedele al capo dello Stato. Ieri - secondo quanto reso noto dal suo portavoce Andry Ralijaona - aveva confidato di essere "pronto a morire" con i suoi soldati. Sembra essersi dunque consumato il colpo di Stato, anche se non è ancora chiaro l’esatto ruolo delle forze armate, che hanno finora scelto di schierarsi con l’opposizione - che ha chiesto l’arresto per "alto tradimento" del capo dello Stato - ma senza azioni dirette contro il presidente. L’ex sindaco della capitale accusa il presidente di malversazione e di occuparsi di suoi interessi imprenditoriali; Ravalomanana - giunto al potere nel 2001 in circostanze molto simili, dopo che l’isola rimase di fatto divisa per sei mesi in due Stati - ribatte tacciando Rajoelina di populista senza alcuna esperienza politica. Dall’inizio della crisi politica, nel gennaio scorso, fino a oggi circa un centinaio di persone sono rimaste vittima delle violenze (una trentina abbattute dalla guardia presidenziale, che aveva aperto il fuoco sulla folla): crisi che si riflette anche sull’economia, dato il crollo del settore turistico rimasto da due mesi senza ricavi economici.

Sull'orlo della guerra civile "Sono preoccupato, siamo sull’orlo di una guerra civile. Tutte le fazioni stanno richiamando i propri sostenitori", ha detto Victor Razafindratsima, in coda davanti a un’edicola assieme ad altri abitanti della capitale del paese, Antananarivo. Ieri, l’esercito del Madagascar, tradizionalmente neutrale, si è schierato con il leader dell’opposizione Andry Rajoelina e ha fatto irruzione nel palazzo presidenziale nel cuore della città. Oggi carrarmati e soldati stanno di guardia agli edifici mentre le scuole sono aperte e alcuni commercianti hanno aperto i loro negozi e vanno al lavoro come d’abitudine.

Chieste le dimissioni Rajoelina, un ex dj di 34 anni e sindaco di Antananarivo fino al mese scorso quando è stato dimissionato dal presidente, chiede le dimissioni di Ravalomanana dall’inizio del 2009 e che sia arrestato. Definisce il presidente un dittatore che governa il Madagascar come fosse un’azienda privata. Ravalomanana, 59 anni, è rinchiuso in un altro palazzo presidenziale alla periferia della capitale, con i suoi sostenitori che formano uno scudo umano lungo le strade che conducono all’edificio. Ieri ha proposto un referendum. "Sta diventando un colpo di Stato", ha detto il portavoce del presidente. "La guardia presidenziale gli ha detto che dovrebbe andarsene altrove, e lui ha risposto: 'Morirò con voi se sarà necessario'. Questa è la sua volontà", ha aggiunto.

Otto ministri lasciano l'incarico Il leader dell’opposizione del Madagascar, Andry Rajoelina, ha annunciato che otto dei ministri del presidente Marc Ravalomanana hanno dato le dimissioni. "Molti ministri mi hanno consegnato le loro dimissioni", ha detto Rajoelina davanti a una folla di circa diecimila persone che gridavano "presidente, presidente". Il capo dell’opposizione è entrato stamani insieme ai suoi sostenitori nell’ufficio della presidenza occupato ieri dall’esercito e ha salutato i militari.