Golpista e padrino del terrorismo

Muammar al Gheddafi, 65 anni il prossimo settembre, è il capo indiscusso della Libia dal 1969, anno in cui prende il potere con un colpo di Stato (26 agosto) che detronizza re Idris I, ritenuto un debole e troppo legato a Washington. Gheddafi, a quel tempo capitano, ha appena 27 anni. Qualche giorno dopo (il 1° settembre) il giovane golpista proclama la Repubblica e si promuove colonnello. E tale grado ha ancora oggi. Impone al Paese una nuova Costituzione, «araba, libera e democratica». I fatti dimostrano che è soltanto «araba». Tra i primi provvedimenti voluti da Gheddafi l’espulsione della comunità italiana e la statalizzazione delle compagnie petrolifere straniere. Appoggia il terrorismo internazionale. Il 21 dicembre 1988 una bomba esplode in un aereo Usa in volo sulla Scozia, a Lockerbie: 270 i morti. Dopo anni, la Libia ammette la responsabilità. Oggi Gheddafi è sempre temuto e rispettato.