Gomme Goodyear cede l’«agricolo», in lizza anche Michelin

Goodyear dismette la sua divisione pneumatici per macchine agricole e crea una newco specifica che nei prossimi mesi lavorerà allo scopo di trovare un compratore. A traghettare questa società dal gruppo americano al nuovo acquirente sarà Alessandro Coggi, dal 2001 amministratore delegato di Goodyear Dunlop Italia (il suo posto nella sede di Assago, alle porte di Milano, sarà preso da Luca Crepaccioli, ora direttore finanziario in Germania). La decisione di rinunciare agli pneumatici «farm» è stata presa a causa della bassa redditività e, soprattutto, per l’esigenza del gruppo di far crescere la cassa. Il passo non sarà comunque indolore per l’azienda: verrà infatti chiuso lo stabilimento francese di Amiens Nord. Qui, insieme agli pneumatici per auto, vengono prodotti anche quelli per i macchinari agricoli. I tagli riguarderanno 800 dei circa 1.200 addetti, in pratica quelli preposti alla linea «auto». «Un sacrificio - si apprende dall’azienda - inevitabile, dopo che i sindacati di Amiens Nord avevano respinto un’ipotesi di accordo che prevedeva l’applicazione del piano “4x8”», ovvero una turnazione indipendente dai fine settimana. Un’intesa, invece, è stata raggiunta nell’altra fabbrica di Amiens Sud, dove Goodyear è riuscita a conseguire l’aumento della produttività e la riduzione dei costi. Lo stop ad Amiens Nord significherà 6 milioni di gomme in meno sul mercato nel momento in cui il problema della sovracapacità è di grande attualità. A contendersi la divisione agricola di Goodyear potrebbero essere i tre principali attori del settore: Trelleborg, Titan e Michelin.
La casa americana ha varato nei mesi scorsi un piano che prevede il taglio del 6,7% della forza lavoro complessiva (5mila addetti) e la riduzione della capacità per ottenere economie di 700 milioni di dollari durante il 2009. Obiettivo che sale a 1,8 miliardi di dollari nel prossimo triennio.