Le gomme del mistero

G omme semispappolate, e non solo per la prima ultrasoft - era ora! - della Bridgestone. Tanto, non succede nulla. Nessuna squalifica: per la Fia-Tv, il fabbricante di pneumatici è solo un fornitore e non può essere colpito. Ma anche il produttore di carburante è un fornitore e non può essere squalificato; se, però, il combustibile viene trovato fuori regolamento, come è avvenuto in passato, è la macchina a essere tolta di classifica. Così, noi viviamo una Formula 1 folle, dove tutto è lecito. Si va a limiti incredibili, con le mescole alla gelatina, a un passo dal collasso. La gomma consegnata ad Alonso è ottima, ma quella fornita a Fisichella, nell'assoluta equivalenza degli altri valori tecnici, è vulnerabile. Leggermente meno resistente quella per Button; addirittura una frana quella per Trulli, che pure è un uomo da pole, con una Toyota che, per smetterla con i maltrattamenti, ha perfino assunto un ex responsabile tecnico della Michelin. A parità di fornitore, come possono giustificarsi simili differenze? Allora, l'anno prossimo, ci dicano subito, a Clermont Ferrand, chi deve vincere il mondiale...
Eppure, Schumacher non ha messo all'attivo che una buona partenza. La sua strategia, al 33% di stint iniziale (come Alonso) contro il 30% della battibile Bar, è stata inadeguata; il wear-rate eccessivo. Ci vuole più coraggio, anche per un grande campione. E per una Ferrari che, per lo meno, ha conservato i nervi saldi. A differenza di quella McLaren che vorrebbe stravincere, spremendo i motori (che abbiano le ... punterie idrauliche, date le dichiarazioni?) all'inverosimile e che stravolge la configurazione aerodinamica (sovrasterzo) all'ultimo minuto. Che cosa rimane? Solo seguire i francesi in azzardo.