Le gomme, il motore e un mondiale in salita La sfortuna di Rossi

Nanni Scaglia

Doveva essere la stagione dei primati e delle vittorie a ripetizione, si sta trasformando nell’anno più nero della carriera di Valentino Rossi. Dopo le prove invernali, che assomigliano sempre più alle inutili amichevoli del calcio d’agosto, sembrava che non ce ne fosse per nessuno, che Valentino e la Yamaha avrebbero dominato dal primo all’ultimo GP, tanta era la superiorità della M1. Poi sono iniziate le gare e i piloti Honda, fino a quel momento in grande difficoltà, sono diventati velocissimi. Adesso, a sei gare dal termine, in testa al mondiale c’è Nicky Hayden con 194 punti, 34 in più del compagno di squadra Daniel Pedrosa, 44 di Marco Melandri e addirittura 51 più di Rossi. Mondiale finito, quindi, per il fenomeno della Yamaha?
«La stagione si è messa male - ammette Valentino dopo il terzo ritiro del 2006 - e adesso diventa difficile recuperare. Ma più dei 51 punti, mi preoccupano le nostre prestazioni». Rossi ha centrato il problema: il vantaggio di Hayden è sicuramente enorme, specie considerando la costanza di rendimento del vincitore di Laguna Seca, ma un Valentino in sella a una moto competitiva ce la potrebbe anche fare ad annullare il divario. Ma la M1 è, al momento, decisamente inferiore alla RC211V.
«Le Honda Hrc hanno qualcosa in più. Melandri (con una Honda clienti, ndr) a Laguna Seca andava come me, mentre Hayden e Pedrosa andavano molto più forte» è l’analisi del campione del mondo. Cerchiamo di capire come si è arrivati a questa situazione.
VALUTAZIONE Nei test invernali, Rossi ed Edwards hanno battuto tutti i record, mentre i rivali arrancavano: questo ha portato a un errore di valutazione, probabilmente anche di Valentino, e dentro al box Yamaha si è pensato che la stagione sarebbe stata una passeggiata trionfale. Poi, però, sono arrivate le nuove gomme Michelin e i valori in campo sono cambiati completamente.
GOMME Per il 2006, la Michelin ha sviluppato nuovi pneumatici, sempre da 16,5" di diametro, ma più larghe, quindi con maggiore impronta a terra, sia per l’anteriore sia per il posteriore. Gomme che si sono perfettamente adattate alle Honda, ma che non funzionano, o comunque creano dei problemi, sulla Yamaha. Valentino è l’unico pilota che utilizza ancora una copertura dell’anno scorso sulla ruota davanti, mentre per quella dietro è costretto a montare l’evoluzione 2006, perché le gomme più piccole del 2005 non esistono più. Così la M1 va in crisi, perché la troppa aderenza sul posteriore rompe i delicati equilibri della ciclistica della Yamaha e la moto diventa inguidabile, in particolare con gli pneumatici super-morbidi da tempo. Dopo quattro GP, dal Giappone è arrivato un nuovo telaio, che ha nettamente migliorato il rendimento in gara, ma continua a creare problemi in prova, tanto che solo due volte Rossi è potuto scattare dalla prima fila (in entrambe le occasioni ha vinto), mentre in ben quattro occasioni, come negli Usa, ha dovuto rincorrere dalla quarta fila.
SFORTUNA Un sostantivo che nelle corse non dovrebbe esistere e che non era mai stato usato per Valentino Rossi in 10 anni di carriera. Ma anche chi non crede nella buona e della cattiva sorte, non potrà fare a meno di parlare di stagione sfortunata per Rossi. A Jerez, nel GP inaugurale, Valentino è stato centrato da Toni Elias alla prima curva ed è finito a terra senza colpe. È ripartito, ma con una leva rotta e un manubrio storto, non ha potuto andare oltre la 14esima posizione, ottenendo solo due punti. In Cina, un distaccamento di un pezzo della gomma anteriore gli ha fatto perdere il quarto posto, mentre in Francia la rottura del motore a pochi giri dalla fine l’ha privato di un successo sicuro. Negli Usa, Valentino è stato fermato quando intravedeva il podio da un doppio problema, alle gomme e alla M1. Siccome nelle moto rompere è un fatto più unico che raro, ecco che è appropriato parlare di sfortuna. E senza tutti questi guai, il campione avrebbe 71 punti in più in classifica: sarebbe in testa al mondiale.
INFORTUNIO Una caduta nelle libere, ha costretto Rossi a correre in Olanda, su una delle sue piste preferite, dove la Yamaha volava, con una «mano sola», chiudendo all’ottavo posto.
AVVERSARI La stagione di Rossi è anche più difficile del solito, gli avversari sono veramente competitivi: Hayden non è un fenomeno, ma è molto regolare, Pedrosa è al debutto in MotoGP ma è un fenomeno, Melandri è più costante e veloce del 2005, Capirossi è duro da battere quando le sue Bridgestone funzionano e Stoner è molto veloce quando rimane in piedi.