«Gomorra» adesso porta i kalashnikov sul palco

«Gomorra» di Roberto Saviano debutta stasera alla corte, dove resterà fino a domenica. Un testo teatrale nato prima del film firmato da Matteo Garrone e contemporaneamente all'ultima fase della stesura del romanzo-reportage, risultato di una stretta collaborazione tra lo scrittore e giornalista Roberto Saviano, il regista Mario Gelardi e l'attore Ivan Castiglione. Insieme sono andati alla ricerca, tra i tanti personaggi che abitano il libro, di coloro le cui vite apparivano più «necessarie» da raccontare su un palcoscenico. E la scelta è caduta su cinque di quei personaggi: il sarto Pasquale, Mariano faccia pulita della camorra, lo spacciatore Pikachu, la sentinella Kit Kat e lo Stakeholder, il mediatore che smaltisce rifiuti tossici. A questi personaggi del romanzo, dopo che le minacce della camorra hanno fatto di Saviano un potenziale bersaglio sotto stretta sorveglianza, si è aggiunto anche quello dell'autore-narratore, nell'intento di raccontare, seppur brevemente, anche la storia del dopo Gomorra.
In pochissimo tempo, Gomorra è diventato dapprima un caso nazionale e poi internazionale, attirando sul suo autore, Roberto Saviano, non solo la minaccia di morte da parte della malavita organizzata, ma anche la solidarietà e la partecipazione emotiva di tutto il mondo civile, che attraverso la sua opera ha potuto entrare - sovente per la prima volta - nell'universo labirintico e violento della camorra napoletana. Messo in scena a teatro sei mesi prima del trionfo a Cannes (e poi sugli schermi internazionali) dell'omonimo film di Garrone, Gomorra è stato subito accolto con grande interesse dalla critica nazionale: interesse confermato anche dalla «nomination» agli Olimpici del Teatro 2008 di Roberto Saviano e Marco Gelardi quali migliori autori di novità italiana.
«Nello spettacolo - dice il regista Marco Gelardi - abbiamo creato una struttura che mettesse in contatto tutte le storie e che utilizzasse Roberto come un collante tra esse. La scommessa era quella di dare un carattere ma anche una faccia ai protagonisti del libro. Si parla di carne e sangue e non solo di carta. Gomorra a teatro è come una sventagliata di kalaschnikov, rapida, violenta, che si staglia su un vetro blindato facendo fori più grandi e fori più piccoli».
Ma è anche il racconto di una città, immaginata dallo scenografo Roberto Crea, sempre in costruzione o sempre in decadenza, accompagnata dalla musica e dalle sonorità di Francesco Forni.