Dopo Gomorra, fuga a New York Lo sfogo del Saviano depresso

In fuga dalle pressioni e dalla depressione. Meta? Un’isola deserta, la foresta amazzonica, le montagne del Tibet... Neanche un po’. Lui si rifugia a Zuccotti Park, New York, patria degli indignados a stelle e strisce. Roberto Saviano (nella foto tratta dal suo sito), dopo il successo tv di Vieniviaconme, è sulla cresta dell’onda, ma si sente giù e scappa: «Dopo il successo, l’attenzione dei media proni alla politica è diventata altissima. La mia famiglia è diventata oggetto di ricerche, di domande, di curiosità. Ogni giorno sentivo una pressione enorme. Gli “addetti ai livori” sono così. Non si interviene su ciò che dici o su come lo dici: si cerca di delegittimarti, o di creare un clima avverso». E lui, schifato, si rifugia sei mesi a New York, come racconta su Vanity Fair. «Sorrido come un bambino. Sono un animale che per tanto tempo dalla sua gabbia, attraverso le sbarre, ha visto il cielo, gli alberi e se n’è stato lì pensando che fosse inutile voler volare. Che volare non serviva a nulla e il volo non esisteva nemmeno». La domanda sorge spontanea: ma perché non è rimasto lì?