Gomorra senza limiti: sparano a 5 ragazzini

L'agguato in una sala giochi di Secondigliano: il commando, formato da quattro persone, ha aperto il fuoco esplodendo una quarantina di colpi. Le vittime, di età tra i dodici e i sedici anni, ferite ai piedi e alle gambe

Mario Pepe

Napoli - Una sorta di avvertimento, trasversale e spietato. Destinatario un pregiudicato della zona: questa la pista più accreditata dagli investigatori per spiegare il raid della scorsa notte a Secondigliano, periferia nord di Napoli, nel quale cinque ragazzini, di età compresa tra i 12 e i 16 anni, incensurati ma legati a famiglie già segnalate alle forze dell’ordine per questioni di droga, sono stati «gambizzati»: le prognosi vanno dai dieci ai trenta giorni, anche se per due di loro, un 12enne e un 13enne, si è reso necessario il ricovero all’ospedale pediatrico Santobono.

Teatro della sparatoria, intorno alle 23.30, il circolo ricreativo Zanzi, in via Abate Desiderio: quattro persone, arrivate su delle moto e col volto coperto dai caschi, hanno esploso una quarantina di colpi contro il gruppo di ragazzini: secondo le prime ricostruzioni, avrebbero sparato verso il pavimento e i ragazzini sarebbero, quindi, stati colpiti da pallottole di rimbalzo. Giunta sul posto dopo una segnalazione anonima, la polizia ha immediatamente notato sulla saracinesca del locale, che nel frattempo era stata abbassata, i segni evidenti di quanto era avvenuto poco prima. Nel frattempo un’ambulanza aveva portato due dei feriti al Santobono mentre gli altri tre sono ricorsi alle cure dei sanitari dell’ospedale San Giovanni Bosco. Tre dei feriti sono i nipoti del gestore del circolo Zanzi, un pregiudicato con precedenti per droga che, con ogni probabilità, era il vero destinatario dell’avvertimento. Il locale è stato sottoposto a sequestro.

Non è detto tuttavia che la spedizione sia stata organizzata dalla camorra. Sergio Di Mauro, dirigente del commissariato di Secondigliano, scandagli anche altre ipotesi «Potrebbe trattarsi di delinquenza comune - spiega - stiamo valutando. Secondo quanto ricostruito fino a ora, c’erano solo il titolare e i cinque ragazzini rimasti feriti. Il vero problema è che qui nessuno parla, c’è un’omertà assoluta». Parlano, invece, di un agguato di matrice camorristica, in considerazione delle modalità dell’azione e del «volume di fuoco», gli inquirenti della procura di Napoli. L’inchiesta avviata dalla procura è condotta dal pm Paolo Itri, della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, già titolare di alcuni fascicoli sulla criminalità organizzata della periferia nord di Napoli.

Inevitabile, nel frattempo, le reazioni dal fronte politico. Il ministro ombra del Pd Marco Minniti sottolinea che «la sfida della camorra è incompatibile con la democrazia ed è il primo e più grande problema della sicurezza nel nostro paese. Il governo, tutte le istituzioni democratiche, devono muoversi con questa consapevolezza». Replica il sottosegretario alla Giustizia, Elisabetta Alberti Casellati che definisce «incredibile che anche di fronte a episodi di eccezionale gravità, come la sparatoria di Secondigliano, ci sia chi dall’opposizione tenta una pietosa strumentalizzazione, per attaccare il governo, anziché fornire il proprio contributo, per fare fronte comune contro la criminalità organizzata». I vari sindacati di polizia intanto hanno già chiesto un aumento delle risorse: sia economiche che di organici.