Good Charlotte, questo gruppo è rock (e fa vedere il lato oscuro di Hollywood)

E d’accordo che il copione è sempre quello: chitarre, tatuaggi, voci feroci e tette ancor di più. Sono trent’anni che la Los Angeles del rock è così, grazie a quel tacito accordo tra attori (i drogati, gli emarginati, eccetera) e le rockstar: quello che gli uni facevano, gli altri cantavano. Niente critiche, zero ragionamenti: e alla fine i racconti si rivelano sterili e sempre più didascalici. Che noia.
I Good Charlotte no.
La Los Angeles che si vede nella loro The river è quella che in gran parte è davvero: smog, dragoni tatuati, bei fisici di persone sole e perciò brutte, panorama di grattacieli tappezzati di illusioni. Sono i Good Charlotte a essere diversi. Loro sono rock: le chitarre pungono, il testo pure e insieme dimostrano che questi cinque ragazzi sono usciti dal conformismo. E ora possono scattare della loro metropoli la foto migliore, perlomeno la migliore che il rock possa dare. Bravi e bravi.

GOOD CHARLOTTE - The river (Sony Bmg)