Google, guerra a Facebook con il social network

È andata a gonfie vele la prima trimestrale di Google firmata da Larry Page, uno dei due fondatori, insieme a Sergej Brin, che a gennaio ha ripreso in mano le redini della società dopo anni di incontrastato dominio di Eric Schmidt. Il cinquantacinquenne Schmidt era il manager arrivato da Apple nel 2001, messo dai fondi di investimento al vertice della società, che ha trasformato il motore di ricerca fondato nel 1998 nella più grande «macchina» per la raccolta pubblicitaria del mondo. Non c’è dubbio, infatti, che i 9 miliardi di dollari di fatturato in tre mesi, con oltre 2,5 miliardi di utili fatti registrare dall’ultimo bilancio che ha provocato l’ascesa delle azioni Google del 12% in una sola giornata, farebbero gola a qualunque editore al mondo che mai, però, con i soli mezzi della carta stampata anche se riprodotta in versione digitale, potrà raggiungere quelle vette.
Il meccanismo di Google Ad, che sta per advertising, infatti è perfetto e perverso. Non solo si fa pagare per le inserzioni ricevute, e con cifre anche bassissime tutti possono mettere in «vetrina» la propria merce, ma paga pure, e dunque distribuisce ricchezza a chi riesce a mettere online un sito molto visto. E anche se praticamente la grande maggioranza del fatturato di Google è costituito dalla pubblicità, il 54% realizzato fuori dal territorio statunitense, la società non è rimasta seduta sugli allori e ha cercato di differenziare i suoi prodotti tecnologici. Così, al notissimo motore di ricerca (che ha una quota di mercato del 70% e che grazie alla sua efficienza fa da volano alla raccolta pubblicitaria) si sono affiancati anche anche i video pubblicati sul sito di YouTube e il browser Chrome, che equipaggia un nuovo pc Samsung per l’appunto chiamato Chromebook. Ma forse il maggior successo sono il sistema operativo per apparati mobili Android, che ha messo il Symbian di Nokia con le spalle al muro, e il nuovo social network Google+.
Per Android i numeri sono notevoli. Le attivazioni risultano pari a 550mila al giorno. Ossia, ci sono 550mila nuovi utenti che ogni giorno cominciano a usare un apparato mobile (oltra agli smartphone anche i tablet) con il robottino verde (simbolo di Android) come sistema operativo. I download dall’Android market sono a quota 6 miliardi; i terminali venduti, equipaggiati sempre con Android, ammontano a circa 135 milioni, ossia un po’ più dell’iPhone di Apple che però è sul mercato dal 2007.
Da registrare anche il successo del social network Google+, l’ultima idea di Larry Page, nato per far concorrenza all’ormai famosissimo Facebook. Aperto solo due settimane fa, vanta già 10 milioni di iscritti, mentre il numero di post condivisi ogni giorno supera quota un miliardo. Il tasto +1, che sarebbe il rivale del notissimo «Mi Piace» che ha fatto la fortuna di Facebook, registra invece 2,3 miliardi di clic, ossia di condivisioni quotidiane di contenuti. Nulla a che vedere con Facebook che di iscritti ne ha circa 700 milioni. Il marchio Google in rete non ha bisogno di pubblicità: gli utenti sono infatti oltre un miliardo.