Google perde il 7% e fa tremare la Borsa americana

Il crollo provocato dalle parole del direttore finanziario Reyes: «La nostra crescita rallenterà». Troppo forte la concorrenza di Microsoft e Yahoo nella pubblicità online

Maddalena Camera

da Milano

Il motore della rete trascina al ribasso la Borsa di Wall Street. Il colpevole è Google, la società fondata da Larry Page e Sergey Brin che dopo un anno al galoppo ha bruciato circa il 7% del suo valore dopo le parole del direttore finanziario George Reyes. Gli investitori hanno reagito così con un’ondata di vendite alla dichiarazione di Reyes che, parlando nel corso di un incontro organizzato dalla banca d’affari Merrill Lynch, ha sottolineato che la crescita della società è destinata a rallentare nei mesi a venire, a causa della concorrenza di Yahoo e Microsoft nella raccolta pubblicitaria online.
Eppure non sono passati neanche due mesi da quando, l’11 gennaio scorso, il titolo ha toccato il record assoluto, volando fino a quota 475,11 dollari. Il rally del titolo aveva portato qualcuno a formulare previsioni evidentemente azzardate. Come quelle di Mark Stahlman, analista di Caris & Co, che aveva previsto che il valore delle azioni dell’azienda sarebbe arrivato a toccare addirittura i 2mila dollari. Gli analisti di Piper Jaffray erano stati più prudenti e avevano invece alzato all’inizio dell’anno il target sul prezzo fino a 600 dollari. E avevano puntato a valori pari o superiori ai 500 dollari molti altri analisti. Forse l’entusiasmo era troppo per una società che produce il 99% dei suoi profitti dalla vendita di spazi pubblicitari inseriti nel suo famoso e usatissimo motore di ricerca. Certo Google cerca di diversificare con nuovi prodotti come il «motore» che presto sarà messo a disposizione degli utenti della telefonia cellulare (Google Mobile) o Google Local che serve a dare informazioni su business locali.
Non c’è dubbio comunque che il titolo abbia fatto molta strada dal momento del suo collocamento avvenuto nell’agosto del 2004 a 85 dollari per azione. In realtà le cose sono cambiate da poco tempo. Ossia dal 31 gennaio scorso, quando sono usciti i risultati del quarto trimestre e gli utili operativi sono stati di 1,54 dollari per azione contro gli 1,76 attesi dagli analisti. Da quel giorno il titolo ha perso il 20% del suo valore. Fattore che ha oscurato sia il balzo degli utili netti dell’82% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sia la crescita solida del giro d’affari, pari all’86% a 1,92 miliardi di dollari.
C’è stato anche qualche grattacapo legale, come la decisione dell’amministrazione Bush di inviare un’ingiunzione per ricevere maggiori dettagli sulle informazioni ricercate con più frequenza dagli utenti per cercare di sconfiggere la pedofilia online. Inoltre secondo il prestigioso quotidiano economico Barron’s, Google rischierebbe di perdere circa la metà del suo valore nel corso del prossimo anno a causa della concorrenza agguerrita di Yahoo ma soprattutto di Microsoft.