Google vende azioni per 4 miliardi

Nicola Brillo

da Milano

A un anno esatto dal debutto sul listino Nasdaq, Google annuncia la vendita di 14,2 milioni di azioni ordinarie della Classe A: valore superiore ai 4 miliardi di dollari. Gli ex ragazzi «terribili» della net economy, oggi milionari, Larry Page e Sergey Brin, rilanciano così i propositi di crescita del motore di ricerca. E a Wall Street il titolo perde il 2%.
Il motore di ricerca più usato al mondo, creato nel 1998, ha comunicato ieri la decisione alla Securities and Exchange Commission (Sec), l’Authority di vigilanza sulla Borsa di Wall Street. Il gruppo di Mountain View precisa che alle banche capofila del collocamento, Morgan Stanley, Csfb e Allen and Company, è stata data la possibilità di acquistare ulteriori 600mila azioni a copertura dell’eventuale eccesso di sottoscrizioni. La net-company ha annunciato inoltre che i ricavi generati dall’operazione saranno al servizio di possibili acquisizioni, pur escludendo al momento accordi o impegni in tal senso, e per lo sviluppo di nuove tecnologie. Solo di pochi giorni fa è l’acquisto della Android, start-up che si occupa di software per telefoni, e che lascia intuire un probabile futuro dell’azienda di Page&Brin. Google deve infatti far fronte agli investimenti dei rivali, vecchi e nuovi, sul web: Yahoo e la divisione on line della News Corp. del magnate australiano Rupert Murdoch.
Prezzato il 18 agosto 2004 ad appena 85 dollari ed entrato agli scambi il giorno dopo, il titolo Google veleggia al Nasdaq, dopo aver raggiunto un massimo storico di oltre 310 dollari, intorno a quota 280, più che triplicando il suo valore d'origine. A soli sette anni dalla sua costituzione, la compagnia vanta una capitalizzazione di Borsa di 80 miliardi, arrivata a superare i 90 miliardi di dollari, staccando colossi come Time Warner e doppiando quasi i rivali di Yahoo.
Il motore di ricerca fondato da Larry Page e Sergey Brin, milionari grazie alla vendita delle stock option nel corso dell’anno, con incassi per 740 e 824 milioni, cresce attraverso pubblicità, nuovi prodotti e servizi.