Goran Bregovic al Lago Nord con la sua band

Luca Testoni

Il musicista di Sarajevo Goran Bregovic ripropone nel Belpaese l'ormai collaudata fusione tra musicisti classici, pop e della tradizione folcloristica dell'Est Europa.
Alla testa della Weddings and Funerals Band, il compositore delle colonne sonore dei film del concittadino Emir Kusturica (Il Tempo dei gitani, Arizona Dream, Underground) e di Radu Mihaileanu (Train de vie), garantisce il giusto mix per far rendere al massimo la musica dei Balcani, da sempre ricettacolo di voci, umori e culture attraversate dai venti più diversi. Uno spazio ideale dove l'istinto, il folclore e i suoni delle fanfare in festa si intrecciano a meraviglia con la visione lirica, calda e immaginifica dello stesso Bregovic, che pare destreggiarsi senza difficoltà tra la polifonia ortodossa e le pulsazioni elettrico/elettroniche del pop contemporaneo, i canti della tradizione nomade e le salmodie dell'Oriente musulmano.
Nel suo labirinto espressivo - è stato scritto - risuona una sorta di Requiem di Carnevale forsennato e arroventato, mistico e grottesco, comunque caloroso. Una musica che conosce dissonanze e riverberi selvatici, melodie sghembe, a volte aspre e altre «piene di miele».
Ospite stasera dell'ultima delle tre serate di Lago Nord Live 2005, di scena al Parco Lago Nord di Paderno Dugnano (ore 21, ingresso 11 euro, entrata dal parcheggio Carrefour), il musicista, classe 1950, che vanta un passato da folk-rocker idolatrato dalla gioventù della Jugoslavia di Tito (il suo gruppo, Bijelo Dugme, si è riformato a giugno, dopo 16 anni di stop, per tre «concerti unici» a Zagabria, Sarajevo e Belgrado ed è stato un successone!), presenta lo spettacolo incentrato sul progetto «Tales and songs from weddings and funerals», a sua volta legato a doppio filo a un disco e a un film con lo stesso titolo (e, cioè, traducendo, «Racconti di matrimoni e funerali dei Balcani»), dove i dodici musicisti di Bregovic raccontano le proprie storie davanti alla camera da presa.
Insomma, che la festa (tra ottoni, voci bulgare, il prodigioso cantante-percussionista-fisarmonicista che gli fa da spalla) abbia inizio.