GORAN BREGOVIC Requiem di Carnevale per «Seveso suona»

Appuntamento al Palasport con il musicista slavo e la sua «Wedding and Funeral Band»: nel programma anche alcuni brani inediti

Da noi Goran Bregovic, il gran cerimoniere della musica balcanica versione export, è ormai un classico. D'altronde gli show della sua straordinaria Banda per Matrimoni e Funerali, affollata accolita di cantanti e suonatori serbi e macedoni, bulgari e romeni, difficilmente deludono.
Il folklore e i suoni delle fanfare in festa della tradizione slava si intrecciano a meraviglia con la visione lirica, calda e immaginifica dello stesso Bregovic, l'eterno ragazzo di Sarajevo, classe 1950, che pare destreggiarsi senza difficoltà tra la polifonia ortodossa e le pulsazioni elettrico/elettroniche del pop-rock contemporaneo, i canti della tradizione nomade e le salmodie dell'Oriente musulmano.
Nel suo labirinto espressivo - è stato scritto - risuona una sorta di "Requiem di Carnevale" mistico e grottesco, comunque caloroso. Una musica che conosce dissonanze e riverberi selvatici, melodie sghembe, a volte aspre e altre "piene di miele". Il tutto spruzzato da tanto humour. Balcanico, mica inglese, intendiamoci.
Protagonista di un tour praticamente ininterrotto in giro per il mondo, questa sera Bregovic sarà con la sua piccola orchestra al Palasport di Seveso, secondo appuntamento di "Seveso Suona", rassegna organizzata da Briantea 84 e da Musicalmente Abile, due associazioni impegnate nel volontariato a sostegno dei diversamente abili.
«Ogni concerto riserva delle sorprese. Dipende dal feeling che si instaura col pubblico. Comunque alcuni brani del mio nuovo disco, nei negozi tra un mese, ce li infilerò», assicura.
L'album è la trasposizione discografica di Karmen di Goran Bregovic con lieto fine, lo spettacolo teatral-musicale sulla storia d'amore tra una moderna Carmen - Nastasa, zingara serba - e Fuad, trombettista e cantante gitano.
«Come la Carmen di Bizet, anche la mia Karmen potrebbe essere una storia vera. Una delle tante terribili storie di zingari. Ai tempi di Bizet gli zingari erano "cowboy" europei. C'erano le automobili, ma loro andavano a cavallo. Oggi, come tutte le cose difettose, vivono gettati nei "cassonetti della civilizzazione". Perché l'incapacità di adattarsi non è più romantica», spiega il compositore di tante colonne sonore dei film del concittadino Emir Kusturica, già idolo della gioventù jugoslava anni Ottanta con il gruppo rock Bjelo Dugme.
«Qualche critico l'ha definita un intreccio poetico di miseria e romanticismo. Per me è semplicemente un'opera che racconta la storia di poveri per i poveri. Sto scrivendo la sceneggiatura del film, il mio debutto alla regia. I protagonisti saranno dei Rom che vivono in Italia: lo sapete che il vostro Paese è il preferito dai gitani? La storia ci insegna che il diverso si elimina, si fa fuori. Ma il mondo se vuole sopravvivere deve diventare tollerante. Ed è proprio questa la morale della mia opera».
Goran Bregovic Wedding and Funeral Band, Palasport di Seveso, via Gramsci, stasera, ore 21. Ingresso da 25 a 35 euro