Gorby pensa all’ambiente, Kohl si è risposato

I tre protagonisti della storica svolta berlinese di vent’anni fa sono ancora vivi e vegeti, ancorché ben in là negli anni. Oggi fanno i pensionati, ma ciascuno secondo il proprio stile e carattere. Il più anziano dei tre è George Herbert Bush, che ha girato la boa degli 85 anni lo scorso 12 giugno. Dopo aver lasciato la presidenza degli Stati Uniti nel gennaio 1993, ha di fatto lasciato la politica e la vita pubblica. È notorio il fatto che suo figlio George Walker Bush, a sua volta eletto presidente nel 2000, ha evitato di rivolgersi al padre per ottenerne consigli. Non ha nemmeno voluto scrivere un libro di memorie, come spesso fanno gli ex presidente americani. Si è dedicato ad attività finanziarie e ha tenuto numerosi interventi a pagamento quale conferenziere. Fisicamente è ancora in notevole forma e ha festeggiato l’80° e l’85° compleanno lanciandosi col paracadute. L’ex cancelliere tedesco Helmut Kohl, passato alla storia non solo per la caduta del Muro ma per aver conseguito l’anno dopo l’insperato traguardo della riunificazione della Germania, ha compiuto 79 anni lo scorso 3 aprile. Sconfitto alle elezioni del 1998 dal socialdemocratico Gerhard Schröder, ha avuto successivamente una vita privata segnata dal dolore per la tragica fine della moglie Hannelore, che nel 2001 si tolse la vita a causa di una tormentosa malattia. L’attuale cancelliera Angela Merkel ha preso le distanze da lui dopo uno scandalo per corruzione che lo coinvolse nel 2000, costringendolo a lasciare la politica. Nel 2008 Kohl si è risposato con Maike Richter, un’economista di 43 anni. Due mesi prima aveva rischiato la vita per una caduta e un anno fa ha subito un ictus cerebrale: da allora si sposta in carrozzella e ha difficoltà a parlare.
Il più giovane e attivo dei tre eroi di Berlino è Mikhail Gorbaciov. L’ex presidente sovietico (78 anni lo scorso 2 marzo) è da 17 anni alla guida della fondazione che porta il suo nome, un centro studi che si occupa di politica, società e ambiente. Tra i suoi obiettivi la sensibilizzazione dell’opinione pubblica mondiale sulle questioni climatiche e l’eliminazione degli arsenali nucleari. Già alla guida del partito socialdemocratico russo (che ha ben poco seguito, lo ha lasciato nel 2004) negli ultimi anni ha accusato Putin di attentare alla democrazia in Russia. Di recente si era inoltre parlato di una sua clamorosa conversione al cristianesimo, ma ha smentito: rimango un ateo, ha detto.