Gordon Brown è il nuovo premier inglese Blair inviato per la pace in Medio Oriente

Si chiude, dopo dieci anni, l'esperienza di Blair a Downing Street che ha rassegnato le proprie dimissioni nelle mani della regina. Ancora incertezze sul suo futuro, anche se nell'immediato farà l'inviato per il Medio Oriente del Quartetto (Usa, Ue, Russia, Onu). Durante il trasloco contestazioni da parte dei familiari di alcuni soldati uccisi in Iraq. <a href="/media.pic1?ID=151"><strong>Dieci anni da protagonista: guarda le immagini</strong></a>

Londra - Il premier britannico Tony Blair ha lasciato Buckingham Palace, dove ha rassegnato formalmente le proprie dimissioni nel corso di un’udienza con la regina Elisabetta II. Il colloquio privato, al quale non ha assistito alcun altro funzionario (ma era presente la moglie, Cherie Blair), è durato circa mezz’ora; la sovrana subito dopo ha convocato il nuovo leader del partito laburista, Gordon Brown, per affidargli l’incarico di formare il nuovo esecutivo. Prima di avviarsi verso il Palazzo reale Blair si è fatto scattare una foto ricordo insieme alla moglie Cherie e ai quattro figli davanti al portone del numero 10 di Downing Street, residenza del Primo ministro (sebbene di fatto la famiglia abbia occupato il più spazioso 11, sede del Cancelliere dello Scacchiere, lasciando il contiguo numero dieci a Brown).

Il nuovo premier Fino ad oggi ricopriva l'incarico di cancelliere dello Scacchiere, ma era stato "incoronato" delfino di Tony Blair nel 1994, tre anni prima che i laburisti vincessero le elezioni che aprirono il decennio "blairiano". Da oggi Brown è il primo ministro del governo di Sua Maestà.

Difficile addio di Blair Difficile addio a Downing Street per il premier Blair, contestato dai manifestanti contrari alla guerra in Iraq, mentre stava ultimando il suo trasloco. Di questa mattina, la notizia che il premier britannico uscente Tony Blair è il nuovo inviato del Quartetto (Stati Uniti, Russia, Unione Europea e Onu) per il Medio Oriente. Lo ha rivelato il primo ministro irlandese, Bertie Ahern, dopo aver avuto conferma telefonica dal diretto interessato.

La telefonata con il premier irlandese Al telefono, Blair avrebbe ammesso che la missione sarebbe stata "complicata", ma "crede che se vi si metterà un impegno sufficiente accadrà come in Irlanda del Nord, dove era necessario insistere continuamente". "Ritiene che in tal modo si possano fare dei progressi reali, e da oggi impiegherà una gran parte del suo tempo per questo lavoro", ha concluso il premier irlandese.

Le reazioni di Israele e Palestina La notizia è stata accolta con sentimenti opposti dal premier israeliano Ehud Olmert e dal movimento radicale palestinese Hamas. Il primo ministro dello stato ebraico ha salutato la nomina con soddisfazione, dicendosi pronto alla collaborazione. L’organizzazione estremista palestinese, invece, ha espresso i propri dubbi su "un uomo che adotterà sempre la posizione propria degli americani". "Non ci attendiamo un buon lavoro perché, secondo la nostra esperienza, non è stato un primo ministro onesto e non ha contribuito a risolvere il conflitto", ha dichiarato il portavoce del gruppo, Ghazi Hamad.

La contestazione a Downing Street A Londra, le proteste dei familiari dei soldati uccisi in Iraq non trovano tregua neppure il giorno dell’addio di Blair a Downing Street. Mentre il premier stava lasciando l'abitazione insieme a un camion-traslochi che trasportava arredi e mobili della famiglia Blair per lasciar libera la casa a Gordon Broown, è stato contornato dalla rumorosa manifestazione organizzata dalla "Stop the War Coalition". Urla come "Blair terrorista" e fischi hanno accompagnato Blair verso il Parlamento, dove avrà luogo l'ultimo "question time", prima di recarsi dalla Regina per dare le sue dimissioni.