Al Gore diventa cittadino milanese

Cerimonia a Palazzo Marino: il Nobel per la Pace ed ex vice presidente Usa è "milanese". E Milly Moratti gli regala un cd di Celentano

Consegnata ieri mattina dal sindaco Letizia Moratti, a Palazzo Marino, la cittadinanza onoraria di Milano al Premio Nobel per la Pace Al Gore. Dopo una prima delibera di giunta, che chiedeva l’assegnazione al Nobel della cittadinanza, i carteggi erano passati in consiglio comunale. Il 5 maggio del 2008, con 42 voti a favore, 2 astenuti e 1 contrario, l’assise cittadina aveva approvato la delibera sul conferimento della cittadinanza prevista inizialmente per il 9 maggio.

Questa la motivazione con cui palazzo Marino ha conferito la cittadinanza ad Al Gore: «Per essersi contraddistinto nella sua attività di uomo politico come Vice Presidente degli Stati Uniti d’America, ruolo teso alla promozione di una politica globale volta alla risoluzione dei conflitti nelle regioni balcanica e mediorientale al fine di ricostruire il dialogo politico interetnico, interreligioso e interculturale, favorendo il disarmo con la pace e la creazione di relazioni internazionali stabili e solide. Nella sua lunga carriera, coronata dal conferimento del Nobel per la pace nel 2007, si è impegnato, attraverso la fondazione Alliance for Climate Protection, a diffondere una maggiore conoscenza sui cambiamenti climatici provocati dall’uomo ponendo quale obiettivo la promozione e realizzazione di misure necessarie a contrastare i cambiamenti climatici ed i loro effetti. Per aver promosso la candidatura di Milano per l’Expo 2015, contribuendo attivamente all’assegnazione della città quale sede dell’Esposizione Universale. Il suo impegno e la sua dedizione sono di esempio alla città di Milano che intende farsi portatrice degli ideali che sono alla base della sua politica».

Letizia Moratti: "Riferimento negli Usa e nel Mondo" «Al Gore è un punto di riferimento per quello che rappresenta nel suo Paese e attraverso esso ciò che può rappresentare nel mondo», ha detto il sindaco. Letizia Moratti ha voluto ricordare anche l’impegno di Al Gore nella ricerca e l’innovazione, per la pace nel mondo e per la comunicazione. «Esprimo tutta la mia soddisfazione e della città, perché l’onorificenza viene dal consiglio comunale», ha affermato il sindaco, che ha poi aggiunto: «riconosciamo che il film documentario ’Una scomoda verità’ e la canzone, siano un modo innovativo per far conoscere il problema e i pericoli legati al riscaldamento globale». Parlando dell’Expo 2015, Moratti ha detto: «Al Gore ci aiuta a trasferire nel progetto Expo la sua visione di lavorare sull’ambiente e sulla qualità della vita».

Milly Moratti gli regala un disco di Celentano Fuori programma alla cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria . Milly Moratti, cognata del sindaco e consigliere di opposizione, ha regalato all’ex vicepresidente degli Stati Uniti l’ultimo disco di Adriano Celentano "Sognando Chernobyl" e gli ha consegnato una lettera con le proteste dei comitati ambientalisti. «È stato Celentano - ha affermato Milly Moratti - a chiedermi di donare a Al Gore il suo ultimo disco: perchè parla per metà di amore e per l’altra metà di ambiente». E proprio ai temi dell’ambiente, in particolare alla qualità dell’aria e ai nuovi progetti di densificazione urbanistica a Milano, è dedicata la lettera che la moglie del patron dell’Inter ha consegnato al Al Gore. «Con questa lettera - ha spiegato Milly Moratti - i comitati si augurano che le motivazioni che hanno spinto Al Gore a sostenerci per l’Expo siano uno stimolo a impegnare il Comune a favore dell’ambiente, visto che sulla qualità dell’aria a Milano siamo ancora messi male». Alla cerimonia hanno partecipato tutti i capigruppo del consiglio comunale, visto che, come ha sottolineato il sindaco, il conferimento della cittadinanza onoraria è stato votato dall’aula. Nello stringere la mano ai consiglieri presenti Al Gore ha improvvisato un piccolo siparietto con l’esponente dei Verdi Maurizio Baruffi. Presentatogli dal sindaco come membro del "green party", il premio Nobel per la Pace ha esclamato, nell’ilarità generale, «oh good».