Il gorgo della malavita inghiotte un signorino

Massimo Lugli è giornalista: fa il cronista di nera a Roma da una trentina d’anni. Intanto, però, L’istinto del lupo (Newton Compton, pagg. 339, euro 9,90) si legge come un possibile Huckleberry Finn romano, ambientato però dai tardi anni Sessanta fino alla metà circa dei Settanta. Il Lupo è all’anagrafe Lapo, figlio di professore universitario, con domestico e insegnante privata d’inglese. Il libro ne racconta la trasformazione in malvivente, con una lingua inventiva che attinge al dialetto e ai gerghi. Lungo la narrazione, si avverte anche un senso forte dell’onore (Lapo pratica le arti maziali, come Lugli). C’è infine il cinismo partecipe che è uno degli stemmi di Roma. Libro veloce, non dà gloria alla violenza, ma la racconta in modo che avvince.