Da "Gossip Girl" a "Cashmere mafia" la sfida dei cloni

In onda sugli schermi Usa, presto arriveranno da noi. C’è la versione teen ager, quella delle donne di potere e quella al maschile

Milano - S’intitolano Californication, Gossip Girl, Lipstick Jungle, Women’s Murder Club e Cashmere Mafia: sono i telefilm americani che si stanno contendendo il titolo di nuovo Sex and city. Mentre Carrie, Samantha, Miranda e Charlotte (al secolo Sarah Jessica Parker, Kim Cattral, Cynthia Nixon e Christine Davis), le protagoniste disinibite e modaiole del telefilm di culto tenteranno la fortuna al cinema il prossimo 30 maggio, sul piccolo schermo è scoppiata la guerra dei cloni. Alcuni hanno già riscosso applausi, altri hanno fatto più scalpore che audience, altri ancora sono in lizza per il debutto. In Italia arriveranno tra la primavera e l’autunno 2008, e chissà se questa volta il successo rispecchierà le aspettative, visto che i gusti dell’America non sempre riflettono quelli del Belpaese. Se hanno fatto colpo il sadismo e la preparazione del Dottor House, la calma serafica dell’agente Gibbs di Ncis e la chioma scolpita del dottor Stranamore di Grey’s Anatomy, molti dei personaggi che hanno ammaliato il pubblico d’Oltreoceano hanno trovato in Italia un’accoglienza tiepida. Ne sono un esempio i naufraghi di Lost, accampati su un’isola come le anime nel Limbo, le Casalinghe disperate, belle e ricche eppure sull’orlo di una crisi di nervi (anche da Auditel), le ragazze pon pon indistruttibili e i poliziotti che leggono il pensiero di Heroes, gli agenti segreti di 24 che hanno appena un giorno per salvare il mondo, i mafiosi pasticcioni della famiglia Soprano, Betty La Brutta dal cuore generoso. Su blog e siti specializzati, gli appassionati di telefilm sostengono che i fallimenti sono dovuti a politiche di palinsesto errate. Così, dicono, Raidue non ha pubblicizzato abbastanza le Casalinghe e Lost, Italia 1 ha mandato in onda Heroes il giorno sbagliato e penalizzato Ugly Betty con la lunga interruzione estiva.

Ora le speranze sono riposte in questi nuovi cocktail di sesso, confidenze e solitudine, ispirati a Sex and the city e a talvolta a romanzi di successo. In Cashmere Mafia (dall’11 dicembre sulla Abc) Lucy Liu, Frances O’Connor, Miranda Otto e Bonnie Somerville indossano i capi firmati di Zoe, Mia, Caitlin e Juliet: sedute al bancone di un bar alla moda sorseggiano un Cosmopolitan dando sfogo ai loro tormenti quotidiani, amorosi e lavorativi. Ma, a differenza di Carrie e amiche, antepongono al sesso carriera e famiglia. Gossip Girl, tratta da una collana molto amata dalle teen-ager americane, ha debuttato un po’ in sordina il 19 settembre su The Cw, e arriverà in Italia prima sul digitale terrestre Mediaset poi su Italia Uno. È un Sex and the city di liceali precoci, dove le protagoniste Serena e Blair, interpretate da Blake Lively e Leighton Meester, bigiano la scuola trascorrendo le giornate tra shopping d’alta classe e avventure piccanti. Lipstick Jungle, tratto da un best seller di Bushnell Candace (già autrice di Sex and the City, appunto), sta per debuttare sulla Nbc. Le splendide Brooke Shields, Kim Raver e Lindsey Price recitano il ruolo di Wendy, Nico e Victory, le tre quarantenni più potenti di Manhattan: all’apice della carriera e invidiate da tutti, si confidano i rispettivi problemi in ristoranti di lusso. Il protagonista di Californication (in onda con successo su The Showtime dal 13 agosto scorso e pure acquistato da Mediaset) è uno scrittore come il personaggio che ha reso celebre Sarah Jessica Parker e salta da un letto all’altro per sfogare le sue frustrazioni: lo interpreta il David Duchovny di X-Files. Esiste anche un Sex and the city versione Csi che è molto piaciuto al suo esordio sulla Abc il 12 ottobre: la detective Lindsay (Angie Harmon), la reporter Cindy (Aubrey Dollar), l’assistente procuratore Jill (Laura Harris) e la dottoressa Claire (Paula Newsome) si scambiano consigli sul colore del rossetto mentre cercano di risolvere omicidi complicatissimi. Sullo sfondo s’intravedono i grattacieli di New York City, le ville di Los Angeles e i ponti di San Francisco. E forse in questo scenario di amore, look e morte trionferà anche l’Auditel.