Da Gottardo a Meocci, in 600 alla cena offerta dal Comune

Quattro portate e 5 vini pregiati per il menu curato da Gualtiero Marchesi

La sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, più altri due saloni adiacenti (le sale del Lucernario e delle Colonne): è questo lo scenario per il banchetto dopo-Scala offerto dal Comune ad oltre 600 invitati. Al tavolo centrale hanno preso posto il sindaco Gabriele Albertini, padrone di casa, insieme ai ministri Rocco Buttiglione e Lucio Stanca, ai sottosegretari Vietti e Valducci e al sovrintendente della Scala Stephane Lissner, accompagnati dalle rispettive consorti. Un applauso ha salutato l'ingresso in sala di Daniel Harding. Il direttore non ha fatto rimpiangere troppo Muti. L’ha fatto intendere, nell’atmosfera «leggera» delle cena, anche il sindaco, con una battuta. «Si temeva “après moi le deluge” - dopo di me il diluvio - in realtà si è vista solo una pioggerellina...». Non ci sono stati troppi fischi, insomma.
Seduti ai tavoli vicini molte altre personalità fra cui l'ambasciatore israeliano Gol, il comandante generale dell'Arma dei carabinieri Gottardo, il comandante interregionale della Pastrengo, generale Siazzu, il direttore generale della Rai, Alfredo Meocci, il presidente del Consiglio regionale Attilio Fontana, il nuovo prefetto Gian Valerio Lombardi, l'oncologo Umberto Veronesi, l'ex commissario europeo Mario Monti e molti altri.
E il menù? Si è iniziato con un'invenzione di Gualtiero Marchesi (lo chef), il risotto mantecato alle erbe fini, porro e basilico fritto, preparato con Riso Gallo Carnaroli Gran Riserva 2004, invecchiato come un rosso d'annata (una speciale confezione di questo gioiello è stata offerta agli ospiti). Si è proseguito con filetto di bue al foie gras con salsa al tartufo nero e aspretto di balsamico, patate e funghi in padella. Chiusura con terrina di cioccolato e lamponi con tegoline di mandorle. Ben cinque vini Bellavista hanno accompagnato le portate.