Gotthard, il nuovo hard rock che arriva dalla Svizzera

La band di Lugano oggi in concerto al Transilvania Live con i brani dell’ultimo album. Il gruppo, che ha inciso otto dischi, si è formato più di 15 anni fa

Luca Testoni

A guardare il cartellone spettacoli delle ultime settimane, sembra che il rock svizzero sia sempre più di casa a Milano.
Venerdì scorso, per esempio, sono transitati dal Teatro delle Erbe, nell'ambito del festival Eurotribu, gli Young Gods, storico trio fondato una ventina d'anni fa dal ginevrino Franz Treichler, che ha riscosso notevoli consensi fuori dai confini nazionali, soprattutto a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta (e nel Regno Unito), provando a disegnare un «futuro altro» al rock e all'elettronica.
Questa sera, invece, al Transilvania Live di via Paravia 56 (ore 22, ingresso 18 euro, supporter di giornata i lombardi Wine Spirit), è il turno dei ticinesi Gotthard, da oltre quindici anni paladini incontrastati della via elvetica all'hard-rock.
Un sound potente, maschio e melodico al tempo stesso (per etichettarli in America ricorrerebbero all'acronimo A.O.R.: traducendo, rock orientato al pubblico adulto), quello dei «boys» luganesi, che non hanno mai nascosto di guardare con rispetto (e devozione) alla «trinità laica» del rock duro formata da Led Zeppelin, Ac/Dc e Deep Purple (un aneddoto: Ian Gillian ha dichiarato a più riprese che la loro cover di Hush è migliore dell'originale... ), e che hanno poco o nulla da invidiare a colleghi del calibro di Bon Jovi e compagnia cantante.
Praticamente un'istituzione in patria (gremiscono arene e palazzetti più degli Iron Maiden e albergano per mesi nella top 10 di vendite!), il cantante Steve Lee, i chitarristi Leo Leoni e Freddy Scherer, il bassista Marc Lynn e il batterista Hena Habbegger possono contare su un cospicuo zoccolo duro di fan anche in Germania. Scandinavia, Russia e Giappone.
Al momento, il team elvetico è nel nostro Paese (e nella formazione live c'è spazio anche per un tastierista) per fare ascoltare dal vivo il loro ultimo lavoro, l’ottavo album: Lipservice.
Il disco, il primo dopo la separazione consensuale con la major discografica Bmg (e realizzato per i tipi della scuderia Nuclear Blast), segna un ritorno marcato all'approccio più rock degli esordi, senza per questo dover rinunciare a qualche ballata più morbida e ad alto contenuto melodico.
Quel che salta immediatamente all'orecchio è comunque un sound migliorato sotto tutti i punti di vista, arricchito com'è dal bagaglio di esperienza maturato dai Gotthard in anni di intensa attività concertistica «on the road».