Gould caustico Beethoven ammiratore

Favorevoli e Contrari 2. Ludwig van Beethoven: «Sono sempre stato uno dei maggiori ammiratori di Mozart e resterò tale sino al mio ultimo respiro». Eugène Delacroix: «Mozart è il vero creatore non dico dell'arte moderna, perché non ve ne è ormai più al giorno d'oggi, ma dell'arte portata al suo culmine, dopo la quale la perfezione non si trova più». Glenn Gould: «Mozart è un compositore mediocre che è morto troppo tardi più che troppo presto». Franz Joseph Haydn: «Se Mozart non avesse scritto che i Quartetti ed il Requiem sarebbe già immortale». Romain Rolland: «L'opera di Mozart è come il profumo della sua vita». Carlo Maria Giulini: «Non ho mai voluto conoscere il privato dei compositori. Talvolta deludono come Mozart». Luciano Berio: «Mozart rappresenta l'evento più complesso e forse più misterioso che abbia attraversato la storia della musica. E lo strumento più sottilmente e meglio programmato della storia». Hector Berlioz: «Mozart ha avuto la disgrazia di scrivere un deplorevole vocalizzo che è come una macchia sulla sua luminosa partitura. Mi riferisco all'allegro dell'aria di Donna Anna, nel secondo atto del Don Giovanni: “Forse un giorno il cielo ancora sentirà”. Donna Anna, in quel punto, sembra all'improvviso asciugarsi le lacrime ed abbandonarsi a delle buffonerie indecenti. Mozart ha commesso qui uno dei più odiosi ed insensati crimini contro il buon gusto e il buon senso che si possano segnalare in tutta la storia dell'arte. Le bellezze meravigliose dei suoi quartetti, dei suoi quintetti e di qualcuna delle sue sonate contribuirono per prime a ricondurmi al culto dell'angelico genio, la cui purezza è stata qui e lì appena scalfita dal solo fatto, fin troppo risaputo, d'aver frequentato gli italiani e i pedagoghi contrappuntisti». Charles Gounod: «Mozart è la musica stessa».
(pietro.acquafredda@fastwebnet.it)

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