La governance slitta dopo l’estate

Si profilano tempi lunghi per il rinnovo della governance di Mediobanca. La decisione sul modello da adottare, cui sta lavorando da qualche tempo il presidente del patto di sindacato, Piergaetano Marchetti, rischia di slittare non solo oltre il 31 marzo, data per la scadenza e il rinnovo anticipato dell’accordo, ma anche oltre la pausa estiva. L’assemblea straordinaria per adeguare lo statuto alla legge sul Risparmio, che dovrà tenersi prima del 30 giugno, difficilmente infatti avrà la governance all’ordine del giorno. La questione sarà invece con ogni probabilità portata all’attenzione dei soci, previo esame degli azionisti del patto, a fine ottobre, in coincidenza con l’assemblea sul bilancio. Al vaglio di Marchetti ci sono diverse ipotesi di riorganizzazione: dallo schema dualistico, che tuttavia non ha mai riscosso molto entusiasmo, tanto che - secondo indiscrezioni - sarebbe già stato accantonato, sino all’ipotesi di reintrodurre la figura dell’amministratore delegato. Dal patto parasociale, come annunciato, uscirà Fiat. Difficili, invece, nuovi ingressi. Come avvenuto per Ras, anche il Lingotto ritirerà dal patto la sua quota, sulla quale a patto scaduto non c’è diritto di prelazione degli altri soci, e la cederà successivamente.