Il governatore di Bolzano guadagna più della Merkel

A Durnwalder 25.600 euro al mese, contro i 19.300 del cancelliere tedesco. Più "povero" anche il presidente del Consiglio Prodi

da Milano

Il quotidiano di Bolzano in lingua tedesca Tageszeitung ironizza: «Poveri tedeschi», è il titolo del servizio che mette a confronto gli stipendi dei politici altoatesini e quelli delle massime cariche in Germania. C’è poco da ridere però, in tempi di sbandierati e raramente attuati tagli ai costi della politica. Il governatore dell’Alto Adige della provincia autonoma di Bolzano Luis Durnwalder guadagna oltre 6.000 euro in più al mese rispetto al Cancelliere tedesco Angela Merkel, per l’esattezza 25.600 euro contro 19.300. E ben 18.400 euro in più di Romano Prodi, che percepisce poco meno di 7.200 euro al mese. Non va peggio ai componenti della sua giunta. La vicepresidente Luisa Gnecchi con 24.300 euro porta a casa il doppio del ministro degli Esteri tedesco Frank Steinmeier (12.800). Il ministro della Sanità in Germania ha un’indennità di 16.300 euro, mentre l’assessore altoatesino alla Sanità ne incassa 22.900. E tutte le indennità in Germania sono più basse rispetto alle cariche provinciali altoatesine: il presidente della Repubblica Horst Koehler con un’indennità di 16.583 euro è superato di qualche centinaio di euro persino dalla vicepresidente del consiglio provinciale di Bolzano Rosa Thaler.
Né si può dire beate le Regioni autonome, visto che ieri, subito dopo aver letto la notizia, i governatori di Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Sicilia si sono affrettati a segnalare, fra un digrignar di denti e un tono indignato, che dalle loro parti certe cifre non si sono mai viste né mai si vedranno. Luciano Caveri percepisce poco più di 10.200 euro al mese, meno della metà del collega altoatesino, Riccardo Illy 8.038 euro, meno di un terzo, Renato Soru 14mila, Salvatore Cuffaro 11.700. La difesa di Bolzano? Presto detta. Urge «seria riflessione», ammette la ds Gnecchi, perché «in un Paese dove metà dei cittadini arriva a stento a mille euro certe indennità sono troppo alte». E però, mette le mani avanti: bisogna «valutare il sistema del finanziamento ai partiti, diverso in Germania rispetto all’Italia: io verso metà indennità al partito». E la riflessione pare già giunta al termine.