Il governatore: «Il Lazio? Un modello di formazione»

Dopo il proliferare di consulenze il presidente parla di «investire sui propri manager»

«Il Lazio diventi un modello di formazione della propria classe dirigente». La proposta viene direttamente dal presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, e sembra quasi una risposta alle accuse di aver moltiplicato poltrone e incarichi. La dichiarazione riassume l’intervento del Presidente alla cerimonia di chiusura del primo anno del campus dell’Istituto Guglielmo Tagliacarne, dedicato alla formazione della dirigenza e delle alte professionalità del sistema camerale. «Oggi è prioritario per la pubblica amministrazione formare i propri manager, è l’investimento più forte che si possa fare», ha esortato Marrazzo, ricordando come al vertice della Pubblica Amministrazione esistano più cariche che persone in grado di ricoprirle. «Questa è la sfida: invece di cercare i propri dirigenti all’esterno, formarli dall’interno» ha poi concluso, annunciando anche l’intenzione di creare, assieme alla Fondazione Tagliacarne, un nuovo sistema di formazione, da affiancare alla Scuola di Pubblica Amministrazione, sul modello francese, già a disposizione. Ma dal centrodestra si leva un coro di critiche. Il capogruppo di Forza Italia alla Regione, Raffaele D’Ambrosio, accusa: «Oltre alle nomine, agli stipendi d’oro, e ai buchi di bilancio che la Giunta Marrazzo continua a sfornare, i cittadini hanno diritto di sapere quali servizi, soluzioni, e occasioni di innovazione, sviluppo e ricchezza la nuova maggioranza regionale e il suo presidente intendono attuare». E a proposito di buchi di bilancio, Antonello Iannarilli, consigliere regionale di Forza Italia, denuncia la decisione dell’assessore al Bilancio, Luigi Nieri, di Rifondazione, di tagliare dal bilancio regionale entrate relative alla voce «vendita e valorizzazione di immobili». Secondo Iannarilli, «questi giochetti dell’assessore al Bilancio comporteranno per la Regione la perdita di 450 milioni di euro alla quale nessuno ancora sa come far fronte e un deficit che prima non esisteva». Il fuoco delle polemiche divampa ancora alla Pisana.