Il governatore onnipresente, pericolo da non sottovalutare

(...) Oppure, la campagna In ascolto. Claudio gira paesi e paesini, facendosi precedere da manifesti comunali, lettere e pubblicità e incontra i cittadini. Con i fondi regionali, certo. Ma poi le lettere di ringraziamento arrivano a lui. Il sindaco di Varazze Antonio Ghigliazza, ad esempio, gli ha scritto con toni lirici ringraziandolo «per la sensibilità e la disponibilità dimostrate. Il metodo di ascolto è stato da noi condiviso in maniera unanime ed è stato particolarmente apprezzato dalla cittadinanza che, come si è visto, ha partecipato vivamente, segnalando le necessità della comunità».
Magari, poi, non risolverà i problemi. Però, ascoltare è già un primo passo. In molti, centrodestra o centrosinistra non importa, avrebbero da imparare.
Burlando è un furbacchione di tre cotte. Stretto nel suo giaccone giallo riesce ad andare in val Graveglia a dire che lui è legatissimo alla Val Graveglia, a Quezzi ricordando che lui è di Quezzi, ad Albaro mostrando la nuova residenza albarina, fra i contadini parlando della mamma contadina, fra gli ingegneri della Elsag parlando «da collega», fra i cacciatori sperticandosi in ricordi del papà cacciatore, dai camalli di Batini ricordando il papà, stavolta camallo. E poi, fra i ragazzi, parla del figlio adolescente e, il giorno che ha inaugurato la seggiovia di Santo Stefano d’Aveto ha raccontato, in mezzo alla tormenta: «Qui ci venivo da ragazzo, sapete? Sono legato a Santo Stefano d’Aveto». Poi, certo, la seggiovia non permette ancora di sciare e l’inaugurazione è stata più mediatica che reale, ma lui intanto fa passare il messaggio.
Con la forza del ricordo e l’evocazione dei propri cari, Burlando interpreta alla perfezione il suo ruolo. E sarebbe sciocco non ammettere che la mozione degli effetti qualche effetto lo fa.
Non sottovalutiamolo, non sottovalutatelo. Altrimenti potete star certi che, per altri cinque anni, ci racconterà parenti e infanzie da Ventimiglia a Ortonovo. E, sinceramente, scrivere «l’avevo detto io» non è il massimo delle mie aspirazioni.