Ma il governatore spende altri 2 milioni in 15 giorni

Il consulente per gli affari europei guadagna 84mila euro, i tredici capi segreteria della giunta 893mila. Sette gli addetti stampa del presidente

da Firenze
Tre mesi per essere eletto, 34 tappe in lungo e in largo per incontrare dai 5 ai 6mila «grandi elettori» dal nord delle Alpi Apuane al sud della Maremma come è riportato con dovizia di particolari nella sua personale home page. Ma solo una quindicina di giorni per assegnare ai fedelissimi di cordata incarichi esterni da oltre 2 milioni e ottantamila euro. È la «Toscana democratica» di Claudio Martini. Il conto è stimato per difetto perché alcuni degli incarichi sono ancora vacanti.
Per mettere su l’entourage il governatore ha chiamato Antonio Cirri per la direzione del gabinetto di presidenza a 84.032 euro l’anno, Remo Fattorini per l’incarico di portavoce a 76.632, mentre Edo Bernini per la stessa cifra sarà il suo capo segreteria.
Non poteva mancare il consulente politico per gli affari europei: Paolo Giannarelli per 84.006 euro annui. Un «regalino» anche per i capi di segreteria degli assessori, 13 in tutto compreso quello del vicepresidente Federico Gelli: a ciascuno di loro spetteranno 68.740 euro che danno un ammontare complessivo di altri 893.621.
Si arriva a questa entità perché con una delibera ad hoc la giunta ha tarato il trattamento economico a quello dei dirigenti con maggiore anzianità. Invece Francesco Barbato, capo segreteria del vicepresidente del Consiglio regionale Alessandro Starmini, porterà a casa 76.632 euro.
Per l’ufficio stampa alle dipendenze di Martini, che consta di 7 addetti, ciascuno dei quali retribuito 34.404 euro, sono impegnati 240.828. Da sommare a due incarichi redazionali esterni per le pubblicazioni del periodico «Lavoro e salute» che costeranno altri 18.079 euro. Altri 74mila euro tondi spetteranno a Fabio Lenzi, in qualità di addetto stampa del vicepresidente della giunta.
La direzione per le Politiche ambientali e del territorio, correlata all’assessorato omonimo, ha speso 208.003 euro per ingaggiare come addetta stampa Chiara Bini a 57.528 e Barbara Codacci per i redazionali a 55.200, affidare all’ingegnere Enio Paris il censimento delle opere idrauliche e di bonifica (programma che dovrà svolgere in 6 mesi per 57.600 euro) e accaparrarsi Alessandro Santucci per la progettazione sul portale web delle mappe per la distribuzione della pioggia (per 4 mesi di collaborazione 27.675 euro).
L’assessorato all’Istruzione e formazione guidato da Gianfranco Simoncini vanta una sola consulente: Anna Maria Tognetti che per il progetto interregionale «Vie d’uscita» guadagnerà in un anno 22.140 euro. Ma a far impennare l’ago degli esborsi ci ha pensato l’Ars, Agenzia regionale di sanità, che ha prodotto ben 19 atti ufficiali per 19 ingaggi e un costo complessivo di 225.800 euro.
I compensi singoli sono bassi, partono dai 5 mila fino a 24.500 euro. Ma hanno una particolarità da non sottovalutare: sono tutti co.co.co, ossia collaborazioni coordinate e continuative, in barba alla Legge Biagi che li ha aboliti.