Governatore «tirchio» con i contanti

Burlando al posto di Padoa Schioppa. È il grido che si leva dalla Regione Liguria. Perché invece di un ministro che ama le tasse ce ne sarebbe uno che odia le spese. Questo almeno sulla base della risposta fornita all’interrogazione di Gianni Plinio che chiedeva conto di tutti i conti, che voleva conoscere, dettaglio per dettaglio, ogni spesa fatta dagli assessori e da ogni singolo dipendente della Regione (e delle società partecipate) in missione. In Italia e all’estero. E, sorpresona, dalla tabellina mandata in risposta, viene fuori che in due anni e mezzo di governatorato, Burlando ha speso 895,76 euro in Italia e 892,55 euro all’estero. Che l’assessore Ruggeri, in Italia è costato 176,50 euro e che all’estero non ha mai messo piede. Guccinelli, responsabile dell’industria ligure, non ha fatto spendere in totale neppure mille euro. E meno male che c’è il vicepresidente Massimiliano Costa che con generosità ha investito 8.494,45 euro in Italia e 1.106,86 all’estero. Una giunta virtuosa, pure troppo. Sospetta, addirittura.
Perché, o fa missioni pagate da qualche sponsor, oppure i conti offerti in risposta a Plinio non sono così veritieri, quantomeno sono «parziali, risibili e fuorvianti». E mentre il capogruppo di An fa fuoco e fiamme in consiglio, ottenendo sostanzialmente dal presidente dell’assemblea Mino Ronzitti il riconoscimento delle proprie ragioni, viene fuori che la tabella delle spese altro non è che quello che gli assessori hanno speso «in contanti», cioè caffè offerti all’improvvisata, spese urgenti senza delibere, acquisti dell’ultim’ora. Spiccioli, insomma. Per le spese con carte di credito e fatture bisogna aspettare ancora un po’. «Non posso essere soddisfatto e ribadisco che andrò a chiedere di accertare la verità che a me viene tenuta nascosta direttamente alla magistratura contabile», insiste Plinio, che intanto a stretto giro di posta riceve subito il bilancio delle auto blu aggiornato al primo semestre 2007 (205mila euro per il 1006, più altri 90mila per i primi sei mesi di quest’anno). E il grido che sale dalla Regione, si abbassa subito. Padoa Schioppa non è a rischio.