Dal governo 200mila forme di grana per i poveri

Circa 100mila forme di Parmigiano
Reggiano e altre 100mila di Grana Padano saranno acquistate dal governo: circa 25-26 milioni di euro in
aiuti. Zaia: risolvere il
problema delle quote latte che penalizza gli agricoltori. <a href="http://www.ilgiornale.it/web/files/zaia.mp3" target="_blank"><strong>Ascolta l'audio</strong></a>. Ogni anno prodotte <a href="/a.pic1?ID=298059" target="_blank"><strong>7,4 milioni di forme</strong></a>

Roma - Circa 100mila forme di Parmigiano Reggiano e altre 100mila di Grana Padano saranno acquistate dal governo e destinate alle famiglie indigenti. Un aiuto concreto dal ministero dell'Agricoltura a tutto il Paese. L'intervento avrà, infatti, una portata di circa 25-26 milioni di euro in aiuti. Ma il titolare del dicastero, Luca Zaia, avverte: "Bisogna risolvere il problema delle quote latte che penalizza gli agricoltori".

Il piano per il Parmigiano Circa 100mila forme di Parmigiano Reggiano saranno acquistate dal governo e destinate agli indigenti: questa la misura più eclatante annunciata dal ministro dell’Agricoltura Luca Zaia per affrontare la grave crisi che sta colpendo il settore produttivo del Parmigiano Reggiano. La misura è stata annunciata dal ministro nel corso di una visita al Consorzio del Parmigiano Reggiano, al centro agroalimentare di Parma. "Abbiamo deciso innanzitutto di fare questo grande intervento - ha spiegato il ministro Zaia - che può avere un valore di circa 25-26 milioni di euro per gli aiuti agli indigenti". Tra le altre misure che verranno approntate, "un tavolo interprofessionale, un grande confronto con la Gdo (grande distribuzione) e una campagna di promozione internazionale a livello della grande distribuzione".

Il piano per il Grana Un impegno analogo - per un acquisto di altre 100mila forme, che porterebbero l’ammontare complessivo dell’acquisto da parte del Governo a 200mila forme, pari al 3% della produzione, per un ammontare di circa 50 milioni di euro - sarà effettuato a sostegno del Grana Padano. "Questo intervento - ha commentato al termine dell’incontro Stefano Berni, Direttore Generale del Consorzio di tutela del Grana Padano - sommato all’intervento promozionale speriamo per altrettante forme per canali alternativi esteri con i fondi di Buonitalia, - che è una società del ministero - più la possibilità data in capo ai consorzi e alle filiere interessate di orientare le produzioni in base ai mercati, credo che in pochi mesi farà tornare il prezzo quantomeno remunerativo, cioè a remunerare quantomeno il costo di produzione". Attualmente, ha spiegato ancora Berni, il prezzo è sotto almeno il 15% rispetto ai soli costi di produzione: il Grana Padano(9 mesi) è attorno ai 5,70-5,80 euro al chilo mentre per produrlo costa circa 0,90 - 1 euro in più; il Parmigiano Reggiano è attorno ai 7 euro (costo produzione, oltre 8).

Le difficoltà del comparto L’accordo siglato oggi dal ministro presso la sede del Consorzio Parmigiano-Reggiano a Parma con i rappresentanti della filiera lattiero casearia ed i vertici dei due Consorzi di Tutela Parmigiano-Reggiano e Grana Padano, è dunque finalizzato ad affrontare la situazione di grande difficoltà dei due comparti ed individuare un percorso adeguato a fronteggiare tale emergenza. "A fronte delle richieste dei due Consorzi - è il commento congiunto - il ministro ha preso degli importanti impegni per dare una risposta alla situazione di difficoltà in cui versa il comparto, che rappresenta il 40% di tutto il latte italiano per i due formaggi che costituiscono un volano insostituibile nell’economia dei rispettivi territori d’origine". I Consorzi hanno richiesto di poter destinare il 5% della produzione complessiva annua a destinazioni alternative, dichiarandosi disposti ad intervenire con proprie risorse. La prima risposta del ministro è stato lo stanziamento dei 50 milioni di euro per gli indigenti. Zaia ha anche evidenziato l’esigenza di maggiori sinergie fra i due Consorzi per attuare azioni promozionali sui mercati esteri, mettendo a disposizione le risorse di Buonitalia per progetti coordinati di penetrazione commerciale. I Consorzi hanno inoltre chiesto di attivare maggiori sinergie con la GDO (Grande distribuzione) , che rappresenta il più importante canale di vendita al pubblico, per trasmettere in modo adeguato al consumatore il valore qualitativo insito nei due formaggi, evitando il frequente ricorso alle vendite sottocosto. A fronte della situazione che si è venuta a creare, è stata infine presentata al Ministro l’esigenza di poter operare sul mercato con strumenti adeguati alla realtà del settore, individuando un ruolo più ampio per i Consorzi di tutela che comprenda, attraverso le intese di fil iera, anche la gestione produttiva ed altre iniziative di mercato.

Il nodo quote latte "La prima soddisfazione - ha commentato Berni - deriva dall’impegno forte che il ministro si è preso per interventi anche immediati esattamente come noi li avevamo chiesti e proposti, e la seconda soddisfazione è che c’è assoluta identità di vedute coi ’cuginì del Parmigiano Reggiano e questo ci consentirà di fare tutta una serie di iniziative. Ovviamente - ha concluso - trattandosi dei due più importanti formaggi del mondo, che lavorano oltre il 40% di tutto il latte italiano, evidentemente la sinergia tra Padano e Reggiano potrà dare risultati molto efficaci e duraturi". Nel corso della visita, il ministro Luca Zaia ha fatto anche cenno al problema delle quote latte che penalizza gli agricoltori italiani. "Ventiquattro anni fa - ha detto Zaia - chi andò a rappresentarci molto probabilmente si addormentava un pò, perché ci ha portato a casa una quota nazionale delle quote latte pari al 58% del nostro fabbisogno. Io sono convinto - ha concluso - che nell’alveo della legalità si possa risolvere il problema, quantomeno proporre una soluzione che ci possa portare a vedere il sole e a finire di pagare il mutuo".