Dal governo 34,5 milioni di euro per Milano

Il vicesindaco: «Dal ’97 nessun aumento di Ici, Iciap e Tosap. E le municipalizzate sono tutte in attivo»

Alberto Taliani

Mentre in consiglio comunale infuria la «guerra degli emendamenti» fra Casa delle libertà e centrosinistra, l’amministrazione Albertini è vicina a mettere a segno un punto importante nella partita con l’opposizione. Il maxi-emendamento alla Finanziaria presentato dalla Cdl, infatti, premia Milano: se l’approvazione della legge andrà in porto come previsto, nel capoluogo lombardo arriverà una dote di 34,5 milioni di euro. «È così, Milano è la città più premiata dagli stanziamenti previsti dalla legge - commenta soddisfatto il vicesindaco Riccardo De Corato -. Milano è leader nella classifica dei fondi che verranno trasferiti ai Comuni, e supera Roma di due milioni di euro». La ripartizione dei 34,5 milioni prevede che 22,5 milioni siano destinati alla realizzazione delle infrastrutture di accesso alla Nuova Fiera di Rho-Pero, distribuiti tra Anas per le opere di viabilità e Comune per i collegamenti pubblici; 9 milioni di euro finanzieranno le attività della Fondazione Fiera per la diffusione della responsabilità sociale delle imprese; 3 milioni di euro saranno destinati alla Fondazione San Raffaele.
«Questi fondi - spiega De Corato - sono un giusto riconoscimento per il ruolo svolto da Milano in questi anni come modello per gli investimenti e la qualità delle opere pubbliche realizzate. E riconfermano ancora una volta il ruolo della nostra città come motore e traino dell’economia italiana, a dimostrazione della concretezza e dell’efficienza che hanno caretterizzato la giunta Albertini e la Cdl in questi quasi dieci anni di governo. È un riconoscimento alla nostra politica del fare». Soddisfatto anche l’assessore al Bilancio, il professor Mario Talamona: «Questo finanziamento che il governo si accinge a dare è senza dubbio un segno di attenzione che Milano merita». In tempi di tagli annunciati per le amministrazioni locali non è poco, insomma, «soprattutto per amministrazioni virtuose come la nostra - sottolinea ancora De Corato -. Voglio ricordare, ad esempio, il grande lavoro fatto per ridurre il disavanzo della spesa pubblica, che è stato dimezzato; il risanamento, attuato per la prima volta dal dopoguerra ad oggi, delle aziende municipalizzate. Sea, Aem, Atm e Mm, infatti, prima del 1997 erano in deficit mentre ora sono in attivo».
«Aver raggiunto l’attivo non è solamente un fatto di soddisfazione economico-contabile - sottolinea Talamona - perché è stato accompagnato da incrementi di produttività, efficienza e qualità del servizio. Senza contare che i disavanzi di un tempo non gravano più sulle tasche dei cittadini e del Comune». Tasche dei cittadini sulle quali dal ’97 a oggi, a conferma di una precisa linea politica, non è gravato alcun aumento di Ici, Iciap e Tosap. Vicesindaco e assessore al Bilancio non nascondono però la loro preoccupazione per l’altro capitolo, importantissimo, ancora da chiudere: l’approvazione del bilancio comunale. La «carta delle spese» milanesi per il 2006 che la giunta municipale si è impegnata a varare entro il 31 dicembre (come hanno deciso di fare anche altre grandi città amministrate dal centrosinistra come ad esempio Roma e Venezia). Scelta contrastata dal centrosinistra meneghino che ha imboccato la strada dell’ostruzionismo per far saltare l’approvazione e costringere Palazzo Marino all’esercizio provvisorio e all’applicazione immediata dei tagli del 7% alle spese correnti.
«Quella del centrosinistra è una strategia chiara - dice De Corato -. Se approviamo il bilancio entro il 31 dicembre, potremo fare i tagli nei casi davvero necessari, nei mesi successivi, anche nell’estate 2006. L’Unione punta a far partire i tagli in campagna elettorale. Per questo rivolgo un appello a tutta la Cdl perché rinserri le fila e dia prova di coesione assoluta, la posta in gioco è importante e i milanesi lo hanno capito bene». Appello ribadito anche da Talamona. «La maggioranza deve tenere una linea molto ferma, senza modificare l’equilibrio di bilancio stabilito dalla giunta, che è irrinunciabile e prevede il massimo possibile di aumento delle spese correnti e un aumento di 27 miliardi delle spese straordinarie. Va bene la tattica dei contro emendamenti per contrastare quelli della sinistra, ma esorto la maggioranza a fare quadrato sui fondamentali delle cifre che abbiamo deciso. Anche perché è urgente varare in tempo utile il bilancio. Poi, una volta approvata la finanziaria, potremo gestire in tranquillità, senza l’assillo dell’esercizio provvisorio, tutte le novità introdotte, tagli inclusi. Allora affronteremo con calma e a ragion veduta le revisioni di bilancio necessarie, valutando man mano quando e se sarà il caso di farle».
«Il nostro obbiettivo - conclude De Corato - è continuare ad amministrare bene Milano, come abbiamo fatto in questi due ultimi mandati, seguiti a due vittorie elettorali importanti. La Cdl deve essere consapevole di questo, non si può correre il rischio di paralizzare la macchina comunale. Non è nell’interesse dei milanesi».