Il governo accelera sulla nuova legge anti-droga

da Roma

Il governo proporrà ai capigruppo del Senato uno stralcio del ddl Fini sulle tossicodipendenze, per portare avanti tre punti importanti, cioè l’individuazione delle tabelle, il maggiore accesso alle comunità per i tossicodipendenti detenuti, la parificazione tra strutture pubbliche e private. Lo ha annunciato il ministro per i rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, che ha anche la delega alla lotta alle tossicodipendenze, precisando che «sullo stralcio c’è accordo condiviso da tutte le forze politiche della Casa delle Libertà». Giovanardi punta con forza sulla distinzione fra uso e spaccio di sostanze stupefacenti, anche per dare alle forze di polizia parametri certi. In sostanza i tre emendamenti citati dal ministro Udc riguardano la quantità di sostanze stupefacenti che una persona può detenere: tra i dieci e i venti spinelli, le quattro e le sei dosi di cocaina, otto bustine di eroina e tre-quattro pasticche di ecstasy entro i quali non si è definiti spacciatori ma consumatori abituali. «Ci sono dei casi in cui - ha detto Giovanardi - una persona è stata trovata con due chili di cocaina e un giudice ha stabilito che era per uso personale, mentre qualcun altro è stato condannato. Tutto questo è inammissibile e per questo vanno dati alle forze dell’ordine parametri certi e chiari entro i quali operare». Gli altri due emendamenti riguardano da un lato la possibilità che viene concessa ai tossicodipendenti in terapia di poter evitare di scontare la pena in carcere e quindi a proseguire nel trattamento curativo; mentre il terzo di fatto punta verso un’equiparazione delle comunità terapeutiche private e dei centri pubblici. E ancora. Il 57,6 per cento degli italiani - secondo un sondaggio commissionato dal governo - preferisce uno Stato proibizionista a uno Stato che depenalizzi l’uso delle sostanze stupefacenti, il 92,6 per cento è favorevole a una regolamentazione in tema di droghe, l’89 per cento non vede differenze tra droghe cosiddette leggere e droghe pesanti. Alla domanda sulla preferenza tra uno Stato che persegue penalmente sia chi consuma droga che chi la commercia, una depenalizzazione del commercio e del consumo e una depenalizzazione solo del consumo, il 57,6 per cento degli intervistati si è riconosciuto nella prima posizione (proibizionista), il 32,4 discrimina tra consumo e spaccio e il 10 si è detto totalmente liberista.\