Il governo affossa per sempre il Terzo valico

Questa volta Tps, Tommaso Padoa Schioppa, attualmente impiegato come ministro dell’Economia e delle Finanze nel governo Prodi, ha parlato chiaro. E per almeno altre ventiquattr’ore non cambierà opinione. Ieri pomeriggio, in commissione parlamentare, il ministro, assistito dal sottosegretario Massimo Tanoni, ha recitato il de profundis al Terzo valico. Testuale: «La linea ferroviaria Genova-Milano non è un investimento economico; per questo motivo l’opera non è compresa nel Piano industriale delle Ferrovie per il periodo 2007-2011, e quindi non la troverete nell’elenco che accompagnerà il prossimo Dpef», il Decreto di programmazione economica e finanziaria. Chissà cosa ne penseranno adesso il sindaco Marta Vincenzi, il presidente della Regione Claudio Burlando, il deputato Graziano Mazzarello, tutti diessini e sodali politici del governo di cui fa parte Tps: i tre, fino a ieri, giuravano sull’assoluta necessità di realizzare la linea ad alta capacità per lo sviluppo di Genova, della Liguria e dell’intero Paese e si dicevano pronti a convincere il mondo. Si sa già, invece, cosa ne pensa, di questa ennesima, e ora decisiva bocciatura, il senatore di Forza Italia Luigi Grillo, che è sempre stato fra i più strenui sostenitori dell’infrastruttura per non perdere l’enorme flusso di traffici provenienti dall’Estremo Oriente. Traffici che sono destinati in futuro a saltare gli scali nazionali, e in particolare il porto di Genova, per cercare altre banchine nel Mediterraneo. «Alle incalzanti domande dei senatori della Casa delle libertà, che volevano sapere perché il Terzo valico non figura più nelle opere strategiche - sottolinea fra l’altro Grillo - i rappresentanti del governo hanno risposto in maniera secca e perentoria. A nulla è valso ricordare che la linea è da anni nelle priorità dell’Unione europea, che la Svizzera la settimana scorsa ha inaugurato il tunnel di Lotschberg, che è sulla direttrice Genova-Rotterdam, che importanti banche e aziende costruttrici si erano candidate a realizzare con le loro finanze il Terzo valico. Tutto ciò è stato purtroppo inutile - conclude amaramente Grillo -. Il governo Prodi, come già fece nel 1998 bloccando l'iter approvativo, non crede nello sviluppo del porto di Genova, non crede nella logistica nel Nord Ovest, e quindi cancella il Terzo valico e dirotta altrove le risorse da impiegare nell’Alta Velocità ferroviaria. È un giorno triste per Genova e la Liguria».