Governo, Alemanno: "La Padania? Non esiste Il Cav fino al 2013? Più facile scudetto a Roma"

Il sindaco di Roma ricorda il pranzo "pacificatore" con il Senatùr in piazza
Montecitorio e nega che i rapporti con la Lega siano migliorati: "C'ho provato ma non ha funzionato". E sentenzia: "Con Bossi non prenderò più nemmeno un caffè"

Lo giura sulla Lupa. Gianni Alemanno si ricandiderà a sindaco di Roma. E, qualora dovesse fare le primarie con il ministro della Gioventù Giorgia Meloni, è convinto che avrà vita facile. Tuttavia, più che la politica locale, il numero uno del Campidoglio guarda al parlamento. Il condono? "Una boiata pazzesca". I politici più noiosi? "A sinistra Rutelli e Veltroni, a destra Bondi e Gasparri". Fini? "Non mi manca, sento più nostalgia di Alleanza nazionale". Silvio Berlusconi? "Mangerà il panettone ma non si ricandiderà più". E il "partito" Forza gnocca? "Irrispettoso". E così via.

Ospite di Radio2, il sindaco di Roma parla e "sparla" di tutti quanti. Soprattutto di Umberto Bossi e dei leghisti. "Il peggio è Borghezio: quando insulta qualcuno è una medaglia e se c’è un politico peggiore di lui devo pensarci a lungo", dice Alemanno a Un giorno da pecora spiegando i suoi polemici rapporti con la Lega. E torna sulla polemica innescata nei giorni scorsi tra i lumbard e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: "La Padania non esiste". Per Alemanno, "esistono la Lombardia, il Veneto, la pianura padana". Ma? "Ma la Padania non l’ho mai sentita". Ricordando poi il pranzo "pacificatore" con il Senatùr in piazza Montecitorio, il sindaco della Capitale fa sapere che non ha portato al miglioramento sperato nei rapporti con la Lega: "C'ho provato ma non ha funzionato", spiega Alemanno. Poi ironizza: "La pajata m’è andata di traverso". Poi, la stoccata finale: "Con Bossi non mangerei più neanche una bruschetta". Che ricorda il "Con Bossi non prenderò più nemmeno un caffè" di finiana memoria.

"E' più facile che la Roma o la Lazio vincano lo scudetto che Berlusconi arrivi al 2013. Se dovessi scommettere, è più probabile che si voti nel 2012, ma bisogna vedere che succede. Dipende dal Governo: se ha voglia di fare può arrivare al 2013". Secondo Alemanno, se questo Governo non tiene bisogna andare alle elezioni dal momento che "i governi tecnici sono da paura. Il sindaco di Roma assicura, poi, che se fosse in parlamento "certamente voterei la fiducia". E spiega: "Il governo mangia il panettone, ma poi bisogna tirar fuori delle cose importanti per mangiare anche la colomba". Qualora si andasse alle elezioni, "Berlusconi ha detto già che non si ricandida e io ci credo". E se si tenessero le primarie nel centrodestra, tra Angelino Alfano e Roberto Formigoni Alemanno voterebbe l'ex Guardasigilli che "è il segretario del Pdl votato da tutti". Quanto a una sua possibile candidatura alle politiche, Alemanno ricorda le sfortunate esperienze dei suoi predecessori Rutelli e Veltroni, candidati premier dopo essere stati sulla poltrona di primo cittadino della capitale, che "ono andati a fare il candidato e hanno preso un sacco di botte. Io mica voglio fare il tris".