Il governo apre le porte a 480mila clandestini

Fabrizio de Feo

da Roma

Prima una megasanatoria per mezzo milione di clandestini. E poi un immediato ampliamento delle quote. Paolo Ferrero, neoministro della Solidarietà sociale ed esponente di Rifondazione, visita il centro di prima accoglienza di Lampedusa. E di fronte alla piccola platea di giornalisti si presenta dettando questa promessa: «Tutti i 480mila immigrati che hanno fatto domanda alle Poste in base al precedente decreto flussi saranno regolarizzati, se risulterà che hanno un lavoro. Sarà fatto con un apposito decreto».
È una ricetta choc quella di Ferrero. Una proposta che, al netto dei numeri, può essere tradotta così: abrogazione vicina per la Bossi-Fini e frontiere aperte per tutti. L’affondo del ministro, infatti, prelude in concreto a una prassi di questo tipo: si entra clandestinamente in Italia, si «inizia» a lavorare in nero e subito dopo si regolarizza la propria posizione previa autodenuncia. Come dire che, proprio nel momento in cui i Paesi confinanti con l’Italia procedono a un giro di vite, il governo Prodi si appresta a trasformare il nostro territorio nel ventre molle del continente e ad abbattere di fatto le condizioni per la piena integrazione degli immigrati stessi.
«Non ci piace definirla sanatoria di immigrati - minimizza Ferrero - ma si tratta di rendere visibili queste persone che avevano chiesto di essere regolamentate. Si tratta dunque di migranti che in Italia possono avere o hanno già un datore di lavoro». La prima regolarizzazione firmata Ferrero verrà, poi, accompagnata dall’allargamento delle maglie, tramite il sostanziale abbandono dello strumento del decreto-flussi. «Adegueremo i flussi alla realtà. I tempi saranno quelli tecnici».
Il «salto di qualità», e soprattutto di quantità, è di tutto rispetto. Erano, infatti, 484.065 le domande inviate il 17 marzo per chiedere la regolarizzazione. Il decreto flussi 2006 prevedeva l’ingresso di 170mila lavoratori extracomunitari e 20mila lavoratori stagionali. Le Poste stanno ora trasmettendo le domande al ministero dell’Interno, dove saranno realizzate, in ordine cronologico, apposite schede. A quel punto scatterà il decreto contenente la megasanatoria. Non sarà, invece, chiuso il Centro di prima accoglienza (Cpa) di Lampedusa ma sarà realizzata una nuova struttura con una capienza maggiore. La sortita di Ferrero non passa ovviamente inosservata sul fronte del centrodestra. Il più duro è Roberto Maroni. «La sinistra vuole aprire indiscriminatamente le porte agli extracomunitari» attacca il capogruppo della Lega. «Ferrero dà il via a una vera e propria invasione senza fine, che non porterà altro che disordine sociale e conflittualità, con degenerazione e disgregazione delle più elementari norme di convivenza». Al contrario «la Bossi-Fini si fonda sul principale strumento di integrazione sociale, il lavoro, ed è così valida che il governo Zapatero l’ha copiata e applicata in Spagna, inserendo norme più severe delle nostre. È grave che il furore ideologico della sinistra radicale non abbia un freno da parte dei cosiddetti moderati dell’Ulivo». Duro anche Gianfranco Fini: «Sanatorie ne abbiamo già conosciute e certamente non è una situazione rimpianta dagli italiani. Se la demagogia della sinistra si riflette sull’immigrazione, in Italia c’è il rischio di alimentare la xenofobia». Chiude Alfredo Mantovano: «Ferrero ci fa tornare indietro di 5 anni, nega la differenza fra immigrato regolare e irregolare, tradisce le risoluzioni Ue, rischia di richiamare in Italia clandestini dall’intero bacino del Mediterraneo. Quali saranno i criteri per regolarizzare i 480.000 extracomunitari? Non pensa che un annuncio del genere otterrà l’arrivo di migliaia e migliaia di clandestini con l’aspettativa di essere messi subito in regola? È certo che ora rischia di avverarsi la profezia di Prodi: in Italia scoppieranno rivolte come nelle banlieue francesi. In tal caso i profeti (di sventura) diventano artefici della profezia e della sventura».