Il governo: in arrivo meno tasse sugli affitti

da Roma

Potrebbe arrivare prima del previsto la «cedolare secca» sugli affitti, almeno sui contratti di locazione agevolati, dove il canone è concordato fra le organizzazioni dei proprietari e quelle degli inquilini. È lo stesso Silvio Berlusconi, in una lettera al presidente della Confedilizia Corrado Sforza Fogliani, ad affermare che la tassazione separata dei redditi da affitto è «un punto fondamentale» nei programmi di governo. «Compatibilmente con il bilancio pubblico - scrive il presidente del Consiglio - pensiamo all’istituzione della cedolare secca per i contratti di locazione agevolata». Berlusconi assicura inoltre che il governo si impegna ad evitare la reiterazione del blocco delle esecuzioni di rilascio degli immobili.
La questione della tassazione separata dei redditi da affitto è all’ordine del giorno da anni. Il presidente della Confedilizia, Sforza Fogliani, ricorda che il provvedimento si trovava nel programma del governo Prodi e che figurava fra le promesse di quasi tutti gli schieramenti candidato alle ultime elezioni, dal Pd al Pdl, all’Udc. «Prodi - dice Sforza Fogliani - aveva preso un impegno per lettera, ma nei due anni di governo la cedolare secca non l’ha poi realizzata. Ci convince invece la promessa del presidente del Consiglio, proprio perché l’impegno è graduale, limitato per il momento ai contratti di locazione agevolata (i cosiddetti «tre più due») caratterizzati dal fatto che il canone viene stabilito d’intesa fra la Confedilizia e i sindacati degli inquilini». Grazie a questo limite, spiega ancora Sforza Fogliani, l’impegno finanziario per la detassazione non dovrebbe essere di grande importanza, visto che i contratti d’affitto agevolati non superano il 20% del totale. «Secondo me - aggiunge il presidente della Confedilizia - questi elementi danno credibilità alla promessa».
La lettera di Berlusconi non dice quale potrebbe essere l’aliquota della cedolare secca. Sforza Fogliani ricorda tuttavia che a livello europeo la tassazione degli affitti è del 18%: «Noi puntiamo a questo livello, ma ovviamente il 20% andrebbe ugualmente bene».
La Confedilizia ha anche accolto con favore l’impegno del governo a non aumentare la tassazione sugli immobili nell’ambito del progetto di federalismo fiscale. «Sul ritorno dell’Ici sulla prima casa non ho mai avuto vere preoccupazioni - afferma Sforza Fogliani - ma il testo attuale mi tranquillizza perché è stata scongiurata l’ipotesi dell’istituzione di nuovi tributi comunali a carico degli immobili». Destinare ai Comuni l’Irpef e l’imposta di registro proveniente dagli immobili, invece, «va benissimo». Resta invece una certa preoccupazione sulla delega concessa ai Comuni sulle tasse di scopo perché, ricorda il presidente di Confedilizia, «tassare gli immobili resta sempre la cosa più facile».
Nella lettera all’associazione dei proprietari di immobili, Berlusconi tocca altri due punti delicati, riguardanti il catasto. Il governo si impegna alla formazione di un catasto reddituale, basato sui redditi reali, e non patrimoniale come aveva progettato l’ex ministro Visco; inoltre sarà abbandonato il progetto del governo Prodi di affidare ai Comuni la determinazione dell’estimo catastale dei singoli immobili. «Del resto - ricorda Sforza Fogliani - il provvedimento amministrativo del governo Prodi è stato già dichiarato illegittimo».