Governo, Berlusconi: "C'è grandissima unità"

Berlusconi da Tokio: &quot;C’è una piccola corrente mai doma: è dal '92 che certi giudici cercano di sovvertire il voto&quot;. E sul governo smentisce Bossi: &quot;A volte Umberto sembra non rendersi conto che ciò che dice ha delle conseguenze&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=274227">Il sondaggio: col premier 6 italiani su dieci</a></strong>

Tokio - Nel grande salone dell'ambasciata italiana a Tokio, Berlusconi si presenta ai giornalisti con qualche minuto di ritardo. Colpa soprattutto delle notizie che arrivano dall'Italia e di una lettura dei giornali al fotofinish a causa dell'abbondante fuso orario. Davanti all'immensa vetrata che dà su uno dei giardini privati più suggestivi della capitale nipponica, dunque, il premier è costretto ancora una volta a tornare sulle critiche di Bossi che rimbalzano dall'Italia. Parole che il Cavaliere non gradisce affatto, se più d'una volta in privato spiega che «a volte Umberto sembra non rendersi conto delle conseguenze di ciò che dice». Un concetto, questo, che aveva ripetuto anche venerdì, giorno del suo arrivo a Tokio, in una telefonata con Calderoli. Perché, per usare le parole di Napoli, «non basta che il governo sia unito ma è fondamentale che dia anche l'impressione di esserlo».

Così, quando la questione Lega fa capolino durante l'incontro con i giornalisti, Berlusconi sceglie la via della prudenza e taglia corto sul pronostico infausto del Senatùr («così il governo non dura»). «Ogni tanto - dice il premier - Umberto ama divertirsi. La verità è che in questo esecutivo c'è grandissima unità». Un modo elegante per archiviare la questione, almeno fino alla prossima uscita di Bossi che, pur non avendo particolari remore sulle norme «sospendi-processi» ed essendo persino favorevole al Lodo Alfano, sta tirando la corda per avere certezze sul federalismo fiscale. E sta concedendo aperture di credito a Veltroni con l'obiettivo di coinvolgere nella riforma anche parte dell'opposizione così da evitare il temuto referendum confermativo. Anche su questo punto, seppure sempre in privato, Berlusconi è piuttosto chiaro: «Umberto sbaglia interlocutore». Che il premier sia convinto che il leader del Pd non è più in grado di rappresentare i suoi, infatti, non è una novità. Tanto che quando gli si chiede cosa ne pensi di Veltroni (anche lui aveva detto che «il governo non durerà»), il Cavaliere usa toni quasi paternalistici: «Non possiamo certamente negargli la speranza, almeno questa lasciamogliela...».

Al di là del ritrovato movimentismo leghista, la querelle sulla giustizia pare che stia trovando una via di soluzione. E a certificarlo ci sono sia i toni di Berlusconi - che da quando è atterrato in Giappone si è limitato a critiche prudenti senza mai sconfinare nell'attacco diretto ai magistrati - che la cautela di Bonaiuti ad ogni domanda rivolta al premier sulla questione giudici («siamo qui per il G8, occupiamoci di questo»). Se il Lodo fosse davvero approvato prima dell'estate (alla Camera a fine luglio e al Senato nella prima settimana di agosto), Berlusconi avrebbe infatti lasciato trapelare una certa disponibilità per la riformulazione degli emendamenti al pacchetto sicurezza (i cosidetti «sospendi-processi») che tanto hanno accesso lo scontro con l'opposizione. Una soluzione, quindi, gradita anche alla Lega.
Così, sollecitato sul sondaggio pubblicato ieri dal Corriere della Sera che vede in ascesa il suo gradimento e in discesa quello della magistratura, il premier si limita ad attribuirne la responsabilità a «una piccola corrente della magistratura» che «non è mai doma» e che «dal 1992 tenta di sovvertire il risultato popolare». Il Cavaliere cita anche i sondaggi in suo possesso: «Tra gli elettori del Pdl la fiducia verso i giudici è solo al 6 per cento».

Prima di partire per l'isola di Hokkaido dove oggi si aprirà il G8, Berlusconi si concede anche una visita all'Istituto di cultura italiana di Tokio, dove resta molto colpito da un gruppo di studenti giapponesi che esegue arie della Bohème. In effetti, la capitale nipponica ha impressionato non poco il premier. «Sapete quanti termovalorizzatori ci sono qui? Ben sette e - sottolinea - tutti tra le case». Il pensiero non può che andare a Napoli. «Lì - dice - il problema è finalmente in via di soluzione e dal 23 luglio non ci sarà più la spazzatura per le strade». Di più, perché «con il benestare della Lega» c'è il via libera di regioni «come Veneto, Lombardia e Piemonte» a «smaltire l'immondizia campana».

Poi, prende spunto dalla «continuativa attività edilizia» a Tokio («niente a che fare con l'Italia dove l'edilizia è considerata un fatto speculativo») per rilanciare il piano case che «è quasi pronto». Dal Giappone, anche un altolà alle polemiche sull'ampliamento della base militare Usa di Vicenza. «Gli impegni internazionali presi dall'Italia negli anni e da governi diversi - fa sapere Berlusconi - saranno rispettati». È sbagliato, dunque, «alimentare false aspettative sulla possibilità di rimettere in discussione una decisione già presa».