Governo, Berlusconi rilancia il piano riforme: "Dare più poteri al premier e meno al Quirinale"

Il Cavaliere a Crotone: "I leader della sinistra sono pessimisti, anzi inc... E poi si lavano poco". In serata un messaggio di distensione: "Nessuna distanza con Napolitano". La senatrice Udc e candidata a Crotone Dorina Bianchi passerà con la maggioranza 

nostro inviato a Crotone

Il canovaccio è quello delle ultime settimane, con i consueti affondi alla magistratura in nome di una tornata elettorale che Silvio Berlusconi interpreta anche come una sorta di referendum popolare sulle ultime inchieste della procura di Milano. Ma con un passo in più, non tanto nei toni - niente affatto accesi - quanto nella tempistica con cui il Cavaliere punta per la prima volta il dito sulla necessità di una riforma istituzionale che non solo aumenti i poteri del premier (concetto, questo, su cui ritorna ormai da anni) ma che riduca anche quelli del presidente della Repubblica. Un passaggio del suo intervento al comizio elettorale di Crotone in sostegno del candidato sindaco del centrodestra Dorina Bianchi che non può passare inosservato nei giorni in cui i rapporti con il Quirinale sono tornati piuttosto tesi. Non tanto nelle dichiarazioni pubbliche - nelle quali il premier si è ben guardato dal criticare il Colle: ancora ieri sera, in un collegamento telefonico a una cena elettorale a Santhià, nel Vercellese, ci teneva a ribadire che «non ci sono distanze tra me e Napolitano» - quanto nel ripetuto e reciproco smarcamento di fatto di Berlusconi e Giorgio Napolitano che nell’ultima settimana non si sono trovati ad essere in sintonia su nulla. Così, se per la prima volta il Cavaliere decide di «ricomprendere» anche i poteri del capo dello Stato in una futura riforma istituzionale è difficile non cogliere un piglio polemico. Soprattutto alla luce del fatto che ieri, nel giorno in cui Napolitano festeggiava i suoi cinque anni al Quirinale, Berlusconi è stato uno dei pochissimi a non mandargli un messaggio di auguri (mentre quelli delle altre cariche dello Stato, di capigruppo e sindaci importanti hanno rimbalzato per tutto il giorno sulle agenzie di stampa). E sempre durante il comizio di Crotone è eloquente il passaggio in cui il Cavaliere non solo promette una poltrona di sottosegretario al calabrese Giuseppe Galati ma ritorna anche sulla necessita di ampliare la squadra di governo. «Oggi siamo in 59 - dice - contro - gli oltre 100 di Romano Prodi». Ma, aggiunge, visti i numeri della maggioranza «abbiamo la necessità di chiedere ai membri del governo di stare sempre in Parlamento e dunque loro hanno meno tempo per svolgere le loro funzioni». «Già nel prossimo Consiglio dei ministri - annuncia quindi Berlusconi - presenteremo una legge per aumentare la squadra di un sottosegretario per ogni ministero». Ben oltre, quindi, la decina che aveva ipotizzato nei giorni scorsi il premier, la questione - forse - su cui più forte è stato il braccio di ferro con il Colle. La nota di Napolitano sulla necessità di una verifica parlamentare dopo la nomina dei nove nuovi sottosegretari, infatti, il Cavaliere non l’ha mandata ancora giù nonostante i ripetuti tentativi di mediazione di Gianni Letta. Anzi. Berlusconi l’ha vissuto come una sorta di tentativo di rendere ancora più impervia la strada della maggioranza proprio dopo che il governo era riuscito a ricompattarsi e trovare i numeri per andare avanti.
Per il resto il copione è il solito. L’affondo ai magistrati, con un passaggio anche a quelli napoletani che secondo il capo del governo con le loro inchieste hanno bloccato la costruzione dei termovalorizzatori: «I rifiuti? Li porterei in procura da loro». Poi, il consueto coté di battute: «Bisogna sempre avere ottimismo mentre i leader della sinistra sono sempre pessimisti, anzi incazzati. Scusate, ma ogni tanto sfodero le lingue e vi faccio vedere che uso l’inglese. Quando loro vanno in bagno, e non è che ci vadano spesso, visto che si lavano poco, e si guardano allo specchio per farsi la barba, si spaventano da soli».
Da Crotone, poi, sembrano arrivare buone notizie anche per i numeri della maggioranza. Lorenzo Cesa, infatti, non ha affatto gradito che la candidata Udc Bianchi non abbia aperto bocca mentre durante il suo comizio Berlusconi polemizzava con Pier Ferdinando Casini. E per questo ha deciso di annullare la sua visita a Crotone in programma oggi. «L’hanno eletta con il Pd, oggi è nell’Udc ma - dice il segretario centrista - evidentemente il percorso della senatrice Bianchi non è finito». A Palazzo Madama, infatti, la danno in arrivo tra le file della maggioranza.