Governo bocciato in economia. La Corte dei conti: è ondivago

L'intervento del neopresidente Tullio Lazzaro: "Il tesoretto fiscale dovrebbe essere usato innanzitutto per abbassare il debito"

Roma - Per ilmomento «non c’è allarme» sui conti pubblici.Masolo perché ci sono segnali di calo del debito e perché il Pil sta crescendo. E queste sono tendenze che hanno bisogno di essere consolidate. Il risanamento «al momento è dovuto a un aumento delle entrate ed è chiaro che ci deve essere ancora grossa attenzione alla spesa, soprattutto nei settori sensibili comela sanità ». Il neo presidente della Corte dei conti, Tullio Lazzaro, nel giorno dell’insediamento ufficiale, ha invitato il governo a «non dormire sugli allori». Perché se il momento è favorevole, non mancano aspetti sui quali l’esecutivo si sta mostrando «ondivago ». Nella relazione tenuta durante la cerimonia, Lazzari ha ad esempio citato l’abrogazione, contenuta nell’ultima finanziaria, delle sanzioni per le Regioni e gli Enti locali che non rispettano il Patto di stabilità interno. Una scelta che «potrebbe innescare aumenti di spese con possibili interventi negativi da parte dell’Ue» e che «costituisce un pessimo segnale» per chi non ha sforato la spesa. Una segnalazione in contraddizione con il discorso tenuto dal premierRomano Prodi, sicuro che l’esecutivo non abbia niente da rimproverarsi e che, anzi, ci sia un «virtuoso parallelo » tra «l’azione del governo ispirata al rigore» e quella della Corte. Le occasioni di confronto non mancheranno. Lazzaro - magistrato contabile dal ’63, eletto presidente con voto segreto e all’unanimità - ha anche dato indicazioni sulla destinazione del «tesoretto». Innanzitutto, ha precisato, «bisogna sapere quante sono queste maggiori entrate ». Perché al momento ci sono solo stime. La gran parte delle risorse, ha auspicato, «andrebbero utilizzate per consolidare il debito», le altre per lo sviluppo, cioè sostegno alle imprese a ai consumi. Non mancano le indicazioni su un tema di strettissima attualità come il pubblico impiego. Nel 2006 - ha rivelato - su 40 contratti della funzione pubblica, sette non hanno ottenuto la certificazione. Sull’ultimo, che prevede aumenti medi da 101 euro, Lazzaro per ora non si esprime,ma ricordacome «molte falle di ordine finanziario si trovano nei contratti integrativi ». Quelli che proprio in queste ore i sindacati stanno cercando di difendere. Sulla previdenza il neopresidente della Corte premette che adesso il problema è «politico», ma rileva come l’Italia «è all’ultimo posto nella Ue per l'età pensionabile». Un invito, quindi, a non abbassare la guardia. Anche se su sulla revisione dei coefficienti di trasformazione non conferma la tesi del ministero dell’Economia a proposito degli effetti sui conti pubblici di un’eventuale rinuncia all’aggiornamento: «Amenon risulta nulla», assicura.