Il governo cancella i ticket. Ma non ha i soldi

Caos in commissione Bilancio. La Cdl abbandona l’aula: violata la Costituzione, intervenga Marini. In Senato l’esecutivo potrebbe porre la fiducia. La Ragioneria di Stato non firma la copertura, il ministero dell’Economia inserisce lo stesso l’emendamento in Finanziaria: mancano 840 milioni

Roma - Il blitz (anzi, il tentativo di blitz) scatta nella notte di Halloween, e dopo il derby fra Roma e Lazio. La commissione Bilancio del Senato si vede presentare la relazione tecnica sull’emendamento che cancella i 10 euro di ticket sulla diagnostica dalla legge finanziaria. Con un particolare. Quella relazione tecnica (cioè il documento che testimonia la copertura finanziaria e certifica come vengano compensati gli 840 milioni di minori entrate) non è firmata, com’è nella prassi, dal Ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio, ma dal sottosegretario all’Economia, Nicola Sartor.

Ed ancora. Nel testo vengono riportate le perplessità della Ragioneria sulla copertura dell’emendamento che abolisce il ticket: perplessità alla base della mancata «bollinatura» dell’emendamento; ma ugualmente Sartor certifica che l’emendamento è coperto. Non era mai avvenuto prima che il governo presentasse una «copertura politica» (e non tecnica, dalla Ragioneria) ad una norma della Finanziaria. Su quel testo, la commissione Bilancio di Palazzo Madama bisticcia fino a notte fonda. Fin quando la maggioranza decide di ritirarlo annunciandone un altro per ieri pomeriggio. Anche perché le critiche della Ragioneria non sono leggere. Per esempio, il taglio generalizzato dei bilanci dei ministeri utilizzato per eliminare il ticket - dice la Ragioneria - può garantire risparmi massimi per 10 milioni, ma crea gravi problemi di funzionalità della pubblica amministrazione.

Oppure, l’erogazione dei crediti d’imposta per le assunzioni al Sud sono coperti solo per il 2008, e non per gli anni successivi. A spanne, gli esperti dell’Economia ritengono che a fronte dell’eliminazione degli 840 milioni di gettito garantito dal ticket, la copertura reale ammonta a non più di 400 milioni.

Il risultato è che nella serata di Ognissanti il testo non ha ancora la «bollinatura» della Ragioneria. Da qui la scelta della Casa delle Libertà di abbandonare i lavori della commissione e di chiedere questa mattina un incontro con Franco Marini per segnalare «la violazione delle regole» di contabilità pubblica ed il mancato rispetto dell’art. 81 della Costituzione. Fonti della maggioranza fanno sapere che la copertura è stata trovata attraverso il taglio di alcune tabelle della Finanziaria. Non solo. Con l’ultima versione, per compensare il mancato gettito dei ticket, verrebbero tagliati i gettoni di presenza dei consiglieri comunali; ed agli stessi verrebbe imposto il divieto di cumulo fra attività amministrativa e privata. Una copertura ampiamente inferiore ai valori da recuperare; e come tale, non valutata congrua dai tecnici.

Senza la relazione tecnica all’emendamento sui ticket «bollinata» dalla Ragioneria, la manovra corre il rischio di approdare lunedì nell’aula di Palazzo Madama senza la necessaria vidimazione di copertura. In teoria, potrebbe riproporsi la situazione dello scorso anno quando la commissione Bilancio non approvò la manovra, e questa arrivò alla discussione dell’aula già predisposta per il voto di fiducia. Un’ipotesi che sia Anna Finocchiaro, presidente dei senatori dell’Ulivo, sia Gianpaolo D’Andrea, sottosegretario ai rapporti con il Parlamento, non escludono, nonostante quest’anno non ci sia stato ostruzionismo da parte dell’opposizione.

La Commmisione Bilancio, in compenso, riesce a cancellare - su richiesta del partito di Mastella - il taglio del 30% delle indennità per i magistrati, misura prevista nella manovra dello scorso anno. «In una sola seduta - osserva Vegas - la maggioranza ha approvato maggiori spese per 650 milioni».