Il governo di centrodestra chiede subito tregua

Centrodestra e socialisti, il patto per salvare la Grecia. Dalla giornata di consultazioni Atene esce con un nuovo governo che giurerà entro stasera. Con un obiettivo dichiarato: «Spalmare gli 11,7 miliardi tagli concordati con la troika (Ue, Bce e Fmi) in quattro anni invece che in due». Non sarà di unità nazionale, ma l’importante è che si faccia presto. Resta all’opposizione Alexis Tsipras con Syriza, la sinistra radicale, che ha conteso la vittoria a Nuova Democrazia di Antonis Samaras arrendendosi per un’incollatura. Si sono anche visti, ieri mattina, i due leader. Quello con il giovane ingegnere rosso è il primo faccia a faccia del premier in pectore, dopo aver ricevuto l’incarico dal presidente Papoulias.
La bandiera di Samaras è «un’intesa nazionale» tra tutte le forze favorevoli a restare nell’euro. Un passo «vitale per portare il Paese fuori dalla crisi». Com’era nelle previsioni, però, Tsipras rifiuta l’appoggio al nuovo esecutivo con i suoi 71 deputati. Troppo diversi i piani. Syriza e la sua non meglio specificata «rinegoziazione dei prestiti, annullando gli accordi con i creditori» hanno convinto il 26,9% dei greci. Non a sufficienza per la maggioranza. Abbastanza per passare gli anni più duri del Paese all’opposizione aspettando che aumenti ancora il tesoretto elettorale, già cresciuto di 10 punti dalla tornata del 6 maggio, quella che non è servita a nulla costringendo i greci a tornare alle urne.
Al fianco di Samaras ci sarà il Pasok ridimensionato al 12,3%. Evangelos Venizelos (il premier e ministro delle Finanze che ha gestito la crisi negli ultimi 12 mesi), dopo il colloquio con il futuro premier, mette a disposizione i 33 seggi socialisti (che sommati ai 129 di Nd danno la maggioranza) e vuole rapidità: «Entro domani (stasera, ndr) dobbiamo avere il governo».
Primo compito del «signor Tentenna», com’è chiamato anche dai suoi Samaras, sarà ridiscutere i paletti del memorandum, il piano di riforme imposto dalla troika. La Merkel ha già respinto l’ipotesi di un ammorbidimento: «Il nuovo governo deve rispettare gli impegni». Il che vuol dire altri 11 miliardi di spesa da tagliare entro il 30 giugno per avere nuovi aiuti. Atene ha votato due volte, ma al governo ritroverà le stesse persone e i sacrifici da fare non cambieranno. La strada per risollevarsi è sempre uguale e passa da Berlino. Solo il tempo stringe. Ma per i greci la prima scadenza è più vicina: venerdì 22 alle 20,45. Il quarto di finale contro i tedeschi. In cerca di rivincite, almeno a pallone. Puntando tutto su Samaras. Georgios però, il centravanti della nazionale.