Un governo che mente deve andare a casa

L’epilogo della vicenda Mastrogiacomo mostra i suoi risvolti meno edificanti. Il rincorrersi di voci, di smentite e di versioni diverse sul come siano andate effettivamente le cose, non contribuisce certo alla chiarezza indispensabile per considerare chiusa tutta la vicenda. Aggiungiamo poi che la notizia dell’uccisione dell’interprete di Mastrogiacomo determina un lugubre mutamento al ribasso negli esiti finali dell’accaduto. Ma c’è un punto ancora più grave: come mostrano infatti le polemiche tra il governo e Gino Strada, appare che, in più di una occasione, autorevoli rappresentanti del governo hanno mentito. Se ciò poteva essere plausibile a «rapimento in corso», non lo è certamente ora, a bocce ferme. Credo che queste reiterate menzogne che vanno a ledere ancora di più la nostra immagine internazionale, già duramente scalfita dalle piaghe della vicenda, costituiscono motivazione ampiamente sufficiente per un soprassalto di dignità del governo che, alla luce degli ultimi sviluppi, rassegni le proprie dimissioni.