Il Governo dà ragione ai cacciatori

Paola Setti

C’è una notizia buona e una cattiva per i cacciatori. Prima quella cattiva: dal primo gennaio 2006 aumenta del 30 per cento, da 66,62 a 90 euro, la tassa sulle concessioni regionali di abilitazione all’esercizio venatorio, cioè il porto d’armi, lo prevede la legge Finanziaria regionale. La notizia buona farà imbestialire Verdi e associazioni ambientaliste: gli amanti della doppietta potrebbero vedersi riconoscere non solo il diritto a sparare a storni e fringuelli, ma addirittura in misura doppia, non 50 a stagione come prevedono le delibere della giunta Burlando sospese dal Tar, ma 100, come stabilito dalla legge regionale 34 del 2001. C’è infatti un parere della presidenza del Consiglio dei ministri secondo il quale, sospese le delibere, bisogna far riferimento alla legge precedente, quella del 2001 appunto. Dice così: «La predetta legge resta in vigore per intero, compreso il disposto dell’articolo 2 che autorizza il prelievo in deroga con le modalità dell’allegato 1 poi sostituito dall’articolo 14 della legge regionale 31/2002 parte integrante della legge».
Tradotto: i ricorsi al Tar presentati e vinti dagli animalisti si potrebbero trasformare in un boomerang. Ieri la commissione competente avrebbe dovuto discutere due proposte di legge simili, una dei Ds l’altra di Francesco Bruzzone della Lega Nord e di Franco Orsi di Forza Italia, che confermassero l’autorizzazione del prelievo in deroga sancito dalla normativa regionale. Fra la reazione scomposta dei Verdi e quella guardinga della Margherita, con in mezzo alcuni diessini disposti a votare anche il testo del centrodestra, si è deciso di chiedere un parere all’ufficio legale del consiglio, e quindi di rinviare il tutto alla prossima settimana. In attesa, anche, della sentenza del Consiglio di Stato sulle delibere bocciate dal Tar, fra una decina di giorni. I cacciatori oggi si presenteranno lo stesso in massa, per la seconda volta, nella sala Verde del consiglio regionale, perché l’opposizione chiederà comunque, con ordini del giorno e interpellanze, l’applicazione della legge 34.
Di certo c’è che il tormentone non si chiuderà oggi. Anche perché la maggioranza è spaccata, i Verdi inesorabilmente schierati contro ogni deroga, i Ds a favore, nel mezzo il vano tentativo di mediazione della Margherita. A questo punto, alzi la mano chi è arrivato in fondo all’articolo non essendo un cacciatore o un animalista. Il punto è proprio questo: in Regione non si parla d’altro, iniziano a lamentare diversi consiglieri, «il problema è stato sovradimensionato, visto che ne abbiamo di ben più gravi da affrontare». Solo che i cacciatori sono in tanti, e votano tutti.