Il governo dei Ponzio Pilato

Come ladri nella notte. Dispiace che ad agire così, con la silenziosa circospezione che s’usa per la cattura dei mafiosi, siano stati i carabinieri, chiamati a eseguire un ordine odioso. La piccola Maria è stata prelevata – chissà con quali bugie hanno tentato di sopirne l’angoscia – e portata su un aereo, per essere consegnata ai legali rappresentanti dei suoi peggiori incubi. Meta la Bielorussia, il ritorno nell’abisso che non era mai riuscita a raccontare compiutamente.
Perché quest’operazione ammantata di silenzio, dovuto probabilmente alla vergogna? L’autorità giudiziaria non si era ancora pronunciata sulla sorte della bambina così provata, ma qualcuno ha voluto chiudere la partita alle prime ombre della sera, fidando anche nello sciopero della maggior parte dei giornali, così provvidenziale per un governo allo sbando.
Il governo, già. Soltanto il governo può aver ordinato questa azione così sordida che soddisfa una meschina ragion di Stato e offende il comune sentire. Ma il governo non ha fatto nessun annuncio per spiegare la deportazione, ha agito in un silenzio colpevole che qualifica chi ha dato quell’ordine. Come ladri nella notte, appunto. La consegna della piccola Maria offende il condiviso senso morale che viene prima dei cavilli del diritto, così come la coscienza, quando è necessario, viene prima della legge. Abbiamo ceduto, nel peggiore dei modi, alle pretese di uno Stato che non ha ancora dimostrato d’essere tale. Almeno per come tratta le Marie della nostra commozione e della nostra vergogna.